Chirurgia della mano e malattia di Dupuytren

Il 75% degli italiani non ne ha mai sentito parlare, o meglio, non conosce la sua denominazione clinica. In realtà il morbo di Dupuytren, nonostante sia poco conosciuta, è una malattia molto diffusa. Si stima colpisca il 13% della popolazione europea, in particolare gli uomini tra i 40 e i 60 anni.

foto da gosalute.it

Morbo di Dupuytren: come si manifesta

Cos’è la malattia di Dupuytren? Una patologia a progressione lenta e recidiva, che attacca lo strato del tessuto connettivo del palmo della mano e delle dita, gli arti che ci permettono di afferrare saldamente gli oggetti. A causa di un’eccessiva produzione di collagene, il tessuto della fascia palmare si ingrossa in modo anomalo, aumentando il suo spessore; col progredire della malattia, nei pazienti predisposti, si sviluppano dei noduli che, sebbene inizialmente siano facilmente confondibili con “semplici” calli, col passare del tempo diventano cordoni che riducono l’estensione delle dita. Le quali, restano “legate” e tirate verso il palmo della mano.

Nel 45% dei casi, questa patologia interessa non solo una ma entrambe le mani. Colpisce prevalentemente gli uomini, con un rapporto di 10 a 1 rispetto alle donne. La malattia ha diversi stadi di gravità e in quelli più seri, che si manifestano nel 25% dei pazienti, la flessione delle dita diventa permanente e rende complicate anche le azioni più semplici e comuni, come afferrare e tenere saldamente in mano qualsiasi oggetto, vestirsi o stringere una mano in segno di saluto. Di conseguenza, anche il lavoro e tantissime attività quotidiane risultano decisamente compromesse.

Cure farmacologiche e trattamento chirurgico

La malattia di Dupuytren è benigna, nel senso che non è letale, eppure può risultare decisamente invalidante. Le sue cause rimangono ancora sconosciute, nonostante sia dimostrato che la predisposizione familiare incida sulla comparsa. Considerando che col tempo il morbo progredisce e si aggrava, prima si interviene, migliori saranno i risultati.

Operazione. Il trattamento di chirurgia della mano per debellare questa patologia è mini-invasivo e prevede l’asportazione del tessuto malato per consentire alle dita di tornare a distendersi in modo naturale; la malattia, però, è recidiva, e i sintomi potrebbero ricomparire nel tempo, mesi o anni dopo l’intervento. L’operazione viene solitamente eseguita in regime di Day Hospital con anestesia loco-regionale. Per garantire l’efficacia dell’intervento, il post-operazione dev’essere integrato con un periodo di riabilitazione – dai 2 ai 4 mesi – con l’uso di tutori e con cicli mirati di fisioterapia.

Farmaci. La chirurgia è indicata quando la funzione della mano è ormai compromessa. Se diagnosticata in tempo, invece, la malattia di Dupuytren è trattabile con una terapia conservativa che prevede trattamenti fisici (laser, ultrasuoni, ionoforesi) o medico-locali (infiltrazioni). Con iniezioni di collagene e sedute di radioterapia è possibile frantumare i noduli formati nel palmo della mano. La terapia farmacologica è anche utile per trattare nuovamente chi presenta recidive dopo l’intervento chirurgico.