Dieta a Zona, un esempio di menu

Una volta spiegato che la dieta a zona calcola i pasti in base alle percentuali caloriche accettate, è possibile anche stilare una tabella nutrizionale di base. Si ricorda che la dieta a zona non ha un menù fisso, esso cambia in base alle condizioni di salute e allo stile di vita del soggetto. Uno regime alimentare studiato per chi ha una vita sedentaria, naturalmente, non servirà a nulla per chi, invece, è abituato a svolgere una regolare e agonistica attività fisica.

Dieta a Zona

Quindi, prima di intraprendere la dieta a zona è anche importante conoscere la propria massa magra e valutare quanto tempo si dedica al movimento e all’attività sportiva. In generale, la dieta a zona non reputa obbligatorio dosare l’esatto quantitativo degli alimenti che costituiscono la tabella nutrizionale. Al posto della bilancia, infatti, è sufficiente prendere in considerazione il palmo della propria mano.

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Dieta a zona, percentuali

Di varianti alimentari riferite alla dieta a zona che ne sono parecchie ma ha comunque qualche punto cardine che va a sottolineare i principi già elencati precedentemente, nel post che delinea la filosofia di fondo di tale stile alimentare.

percentuali dieta a zona

Come prima regola fondamentale della dieta a zona abbiamo l’alimentazione e, oltre alle percentuali di grassi, carboidrati e proteine da assumere regolarmente, è anche importante far trascorrere almeno 5 ore da un pasto all’altro. I carboidrati, in generale, vanno assunti attraverso la frutta e la verdura e, prima di cena è consigliabile dormire per un paio d’ore.
Non sono esclusi gli spuntini, ma anch’essi devono essere dosati con accortezza.

Il 100% del fabbisogno energetico dell’organismo viene distribuito nell’arco delle 24 ore secondo precise percentuali caloriche. Il 30% di grassi, carboidrati e proteine si concentra nel pasto centrale, il pranzo mentre per colazione e cena si consiglia di non assumere più del 25% delle calorie necessarie. Il restante 20% va a dividersi negli spuntini da fare a metà mattinata e nel pomeriggio.

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Dieta a zona, che cos’è

La dieta a zona deve la sua invenzione al biochimico americano Berry Sears il quale, studiando la composizione chimica degli alimenti e le conseguenti reazioni all’interno dell’organismo, ha stilato una sorta di metodo alimentare capace di tenere sotto controllo il colesterolo e l’indice glicemico.

dieta a zona

Con dieta a zona non si intende uno stile alimentare atto a ridurre il grasso depositato in specifiche parti del corpo, ma fa riferimento agli esatti quantitativi di sostanze nutrienti necessarie al corretto funzionamento del metabolismo. Va da sé che, una volta raggiunto l’equilibrio pronosticato, il dimagrimento o il raggiungimento del corretto peso forma ne è una naturale conseguenza.

I principi cardine che regolano la dieta a zona sono una corretta alimentazione, una regolare e leggera attività fisica, un percorso psicologico mirato che miri a ridurre lo stress quotidiano e l’introduzione nell’organismo di maggiori quantitativi di Omega 3. Il tutto regolato secondo una tabella ben precisa, da seguire con costanza.

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