L’analisi della bicarbonatemia

Il bicarbonato è un’altra sostanza elettrolitica, con valore negativo, che circola nell’organismo e che, solitamente, viene filtrata dai reni. Per capire quanti ioni di bicarbonato ci sono, viene eseguita l’analisi della bicarbonatemia, facente parte del quadro elettrolitico. Da qui è possibile capire il Ph e l’equilibrio degli elettroliti che si collocano all’interno dell’organismo e, se tale equilibrio risulta sballato allora si rischiano diverse patologie.

Bicarbonati alti

Un eccesso di bicarbonato, infatti, viene denominato Iperbicarbonatemia e ciò potrebbe causare disturbi e problemi al corretto funzionamento dell’apparato respiratorio, alcalosi metabolica e le sindromi di Conn e Cushing. Viceversa, la concentrazione insufficiente di ioni di bicarbonato, chiamata Ipobicarbonatemia, causa dissenteria, disfunzioni renali, acidosi metabolica, chetoacidosi diabetica e il morbo di Addison.

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Bicarbonati alti, bassi e valori normali

Il sangue non si occupa solo di trasportare l’ossigeno all’interno dell’organismo ma anche il bicarbonato, riscontrabile nell’analisi dell’anidride carbonica totale o esame della bicarbonatemia. Anche per questa sostanza vi sono dei quantitativi standard che garantiscono il corretto funzionamento e l’equilibrio elettrolitico generale dell’organismo.

Bicarbonati alti

Se si ha un quantitativo insufficiente di bicarbonato nel sangue (Ipobicarbonatemia) il paziente può soffrire di sintomatologie e patologie come l’acidosi metabolica o la chetoacidosi diabetica, la dissenteria, diverse disfunzioni legate ai reni e il morbo di Addison. Al contrario un elevato tasso di bicarbonato (iperbicarbonatemia) circolante nell’organismo può causare l’alcalosi metabolica, vomito e patologie che vanno ad intaccare il corretto funzionamento dell’apparato respiratorio. A questa situazione, inoltre, sono associate le sindromi di Conn e di Cushing.

Prima di sottoporsi al test che analizza l’anidride carbonica totale e la concentrazione di bicarbonato nel liquido ematico è bene tener presente che i risultati finali possono essere alterati dalle sostanze contenute in medicinali anche comuni come i diuretici e quelli a base di cortisone e derivati. Questo per quanto riguarda solo il bicarbonato, per quanto riguarda l’anidride carbonica, la sua concentrazione può essere manipolata da farmaci contenenti meticillina, nitrofurantoina o triamterene.

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Cloro alto, basso e valori normali

Tra le varie sostanze presenti nel liquido ematico vi è anche il cloro e entra in circolo nell’organismo attraverso il comune sale da cucina e determinati cibi. Come per tutte le sostanze che vengono coinvolte nei processi chimici e biologici che avvengono all’interno dell’organismo, anche il cloro ha un suo quantitativo standard che si aggira attorno ai 96/106 mEq.

Cloro alto, basso e valori normali

In questa percentuale, il cloro non è dannoso, aiuta altri elettroliti a mantenere in equilibrio il livello di acidità delle cellule ed è uno dei componenti utilizzato dall’apparato digerente per produrre i liquidi necessari per assorbire le sostanze nutritive ed eliminare quelle considerate nocive.

In condizioni anomale, un eccesso di cloro nel sistema circolatorio viene denominato ipercloremia mentre se il quantitativo presente risulta al di sotto della media, si ha l’ipocloremia. In entrambi i casi, questa alterazione determina l’insorgere di diverse malattie.

Con l’ipocloremia si rischia dissenteria, enfisemi, disfunzioni renali, infezioni , iponatriemia e disfunzioni legate al metabolismo. Più o meno le stesse cose avvengono in caso di ipercloremia con l’aggiunta che al malessere e alle disfunzioni renali si uniscono problemi all’apparato respiratorio, anemie e avvelenamento da salicilati.

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