LDH (lattato deidrogenasi): alto, basso e valori normali

Con il lattato deidrogenasi (LDH) si indica un altro enzima presente all’interno del apparato circolatorio. Tuttavia, un’elevata concentrazione di tale organismo può determinare l’insorgere di patologie gravi e quindi da non sottovalutare. Quando si esegue la conta dell’LDH si prendono in considerazione anche altri enzimi che si concentrano in diverse aree del corpo. In generale vi sono 5 gruppi o tipologie di LDH identificate con una sequenza numerica.

LDH (lattato deidrogenasi)

Il lattato deidrogenasi di tipo 1 e 2, ad esempio, si concentrano principalmente nel cuore e nei reni mentre il tipo 3 interessa i polmoni, il tipo 4 nell’apparato muscolare, nel fegato e nei leucociti. Infine, l’LDH di tipo 5 lo si trova soprattutto nel fegato e nell’apparato scheletrico.

In generale, l’anomala produzione e diffusione di enzimi LDH nell’organismo sopraggiunge quando vi è un qualche tipo di abrasione dei tessuti e rileva stati di malessere quali ictus, infarti, anemie, infezioni, disfunzioni legate a fegato e reni, pancreatite e ostruzioni biliari, distacco della placenta, fratture ossee e distrofie muscolari. Nello specifico, l’eccessivo quantitativo di LDH potrebbe essere uno degli elementi rivelatori di un cancro all’apparato genitale maschile.

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VES: alta, bassa e valori normali

In generale, per capire se all’interno dell’organismo si sta formando un’infiammazione viene eseguito un esame del sangue chiamato VES. La sigla VES indica la velocità di eritrosedimentazione, ovvero calcola il tempo che impiegano, nell’arco di 60 minuti, i globuli rossi a depositarsi sul fondo di una provetta graduata.

VES

Quando vi è un’infiammazione in atto, infatti, le cellule che compongono il liquido ematico sono gravate dal peso di sostanze estranee e, unendosi fra loro, di dirigono più velocemente verso il basso. Maggiore è il quantitativo di globuli rossi “appesantiti” e più estesa sarà l’infiammazione individuata.

Detto questo, la VES indica che c’è un problema nell’organismo ma non informa sulle possibili cause che l’hanno determinato. Per diagnosticare il motivo di tale malessere, alla velocità di eritrosedimentazione vengono affiancate altre analisi come il test della PCR (proteina C-reattiva). I valori della VES risultano alti quanto i globuli rossi depositati superano i 100 mm/h ed è probabile che indichi stati infettivi detti vasculite, setticemia, iperfibrinogenemia e altri.

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PCR e hsCRP: valori alti, bassi e normali

Con PCR si ha la sigla che identifica la proteina C-Reattiva il cui compito è di sostenere il sistema immunitario nella lotta contro batteri e sostanze nocive per l’organismo. Prodotta dal fegato e presente nel liquido ematico, la proteina C-Reattiva viene solitamente calcolata in seguito ad un intervento chirurgico e se ci sono infezioni in atto come la sepsi oltre che controllare lo stadio di malattie perenni come il lupus o la vascolite.

proteina C-Reattiva

L’analisi del PCR è solitamente affiancato al test della VES ed è importante anche per capire se il paziente in esame è particolarmente soggetto a problemi cardiaci. Il quantitativo standard della proteina C-Reattiva è di 1,0 mg/L. al di sopra di questo valore (dall’1,0 mg/L ai 3,0 mg/L) possono sopraggiungere diversi stadi di rischio di contrarre le patologie sopra indicate. Al di sopra degli 8 mg/L comunque non si parla più di rischio ma di infezione vera e propria e anche molto grave.

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