BNP alto, basso e valori normali

Con peptide natriuretico di tipo B o BNP si intende quella sostanza il cui compito principale è quello di reagire allo scompenso cardiaco che sopraggiunge nel momento in cui vi sono delle disfunzioni nel cuore.

BNP alto

Datala la peculiare caratteristica descritta del BNP essa viene prodotto proprio dal motore dell’organismo, nello specifico all’interno dei ventricoli. Solitamente una persona in condizioni fisiche perfette non dovrebbe avere meno di 100 pg/ml di BNP nel sangue, al di sotto o al di sopra di tale valore, i rischi di insufficienza cardiaca aumentano.

Una percentuale anomala di BNP non indica complicazioni e rischi al corretto funzionamento del cuore ma può anche rilevare problemi ai polmoni. Tra le varie patologie dovute all’aumento eccessivo di questa sostanza vanno ricordate l’infarto, le disfunzioni renali, cirrosi, ipertrofia ai ventricoli e molteplici disfunzioni polmonari mentre un basso quantitativo di BNP può essere dovuto dall’obesità, da una costrizione pericardica o dall’insorgere di un’edema polmonare recidivante.

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Omocisteina alta, bassa e valori normali

L’omocisteina è un amminoacido presente nel liquido ematico e importante per il sostentamento dell’organismo. Quando però supera la percentuale considerata accettabile esso è uno dei fattori scatenanti dell’insorgere di complicazioni cardiache.

Omocisteina

Nello specifico, l’omocisteina in eccesso favorisce l’infiammazione delle arterie danneggiandone i vasi sanguigni e andando ad agire anche sulla normale coagulazione del sangue. Inoltre può segnalare la predisposizione del soggetto in esame di contrarre patologie molto ostiche e deleterie per il benessere fisico. Collegate all’aumento dell’omocisteina possono essere malattie come l’osteoperosi, il glaucoma e la miopia oltre che scatenare convulsioni e il distacco della retina.

Pur non essendo comune e per questo poco conosciuta, l’aumento di tale sostanza potrebbe segnalare anche l’omocistinuria, una malattia genetica che altera le normali funzioni svolte durante la fase di metabolizzazione delle sostanze nutritive e incide anche sulle fasi di sviluppo. In questo caso, l’omocisteina non solo è presente nel sangue ma anche nelle urine.

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Troponina alta, bassa e valori normali

Troponina

La troponina è un’altra proteina circolante nell’organismo umano e in particolare si concentra all’interno dei muscoli volontari permettendone la contrazione ed è a sua volta suddivisa nei domini I, C e T. Nelle persone in condizioni di salute ottimali, la troponina è presente nel liquido ematico ma non è possibile rilevarla. Si presenta solo nel momento in cui sta per sopraggiungere un infarto e il suo livello si mantiene alto nelle prime ore successive al malore per poi diminuire gradualmente dopo circa due settimane.

Troponina

Quanto si riscontra un’alta percentuale di troponina nel sangue è possibile prevenire il rischio di disfunzioni cardiovascolari improvvise ma può anche essere un campanello di allarme per altri eventi rischiosi per l’organismo come l’ictus e le patologie legate a polmoni e reni. Non vi è alcuna patologia collegata a un’insufficiente presenza di troponina nel corpo anche perché, come è già stato accennato, non è possibile rilevarla in condizioni di salute normali ma l’aumento può essere determinato dall’eccessiva assunzione di bevande alcoliche, dalla dermatomiosite, dalla miocardite o da disfunzioni cardiache, renali e polmonari.

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QT lungo ed intervallo corretto, quali i valori normali?

Il cuore è il muscolo e il motore del nostro organismo che con i suoi 100 000 battiti quotidiani distribuisce, attraverso il sangue pompato, tutto ciò di cui l’organismo ha bisogno per vive, ossigeno, sostanze nutritive e quant’altro. Tutto ciò avviene grazie alla contrazione e al rilassamento delle camere cardiache e determina il funzionamento elettrico dell’intero processo, chiamato ripolarizzazione e rilevato dall’elettrocardiogramma (ECG).

QT lungo

Fondamentalmente l’ECG si occupa di monitorare i segnali elettrici lanciati dal cuore tra un battito e l’altro e li classifica ulteriormente al fine di permettere al dottore di concentrarsi su un’onda elettrica in particolare. Quest’ultima ha esattamente 5 tipologie chiamate P, Q, R, S e T. In questo contesto ci si concentrerà sue due onde elettriche distinte, Q e T, e del loro intervallo. Con intervallo QT si intende la distanza di tempo che hanno Q e T quando si presentano e sono emesse da due camere cardiache precise, dette ventricoli.

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BMI: calcolo dell’indice di massa corporea

L’indice di massa corporeo riassunto nella sigla IMC e corrispondente secondo la lingua anglosassone a BMI, Body Mass Index non è una misurazione diretta della massa grassa. L’IMC è un test per monitorare lo stato di salute di persone tendenti all’obesità e viene estratto in seguito al rapporto tra peso effettivo e altezza del soggetto in questione.

BMI calcolo dell’indice di massa corporea

L’obesità infatti è stata confermata come una vera e propria malattia, causa principale di stati di malessere gravi che determinano ipertensione, valori anomali del colesterolo nel sangue, diabete, ictus, disfunzioni cardiache, respiratorie e alla cistifellea.

Il fatto che l’indice di massa corporeo non calcoli solo la massa grassa non vuol dire che non ha niente a che fare con essa poiché il valore di quest’ultima varia a seconda del sesso e dell’età. La massa grassa infatti è maggiore nelle donne (rispetto agli uomini) nelle persone in età avanzata (rispetto ai giovani) e negli atleti (il cui costante esercizio fisico determina lo sviluppo della muscolatura, più pesante).

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CK (o CPK) alto, basso e valori normali

Ricordando che durante le analisi del sangue vengono sempre prese le caratteristiche fisiche, l’età e il sesso del paziente, oltre che lo stile di vita in generale, qui si parla della presenza in generale CK o CPK.

CK (o CPK) alto

Sciogliendo la sigla, il CK si traduce con creatinchinasi e CPK con creatinfosfochinasi. Si tratta di un enzima particolare il cui compito è di produrre sempre energia per il mantenimento del benessere dell’organismo, soprattutto per quanto riguarda cuore, cervello e muscoli volontari (o striati). Tale enzima, solitamente, viene rilasciato quando vi è una qualche lesione dell’apparato muscolare. Nel momento in cui la lesione viene riparata, il CK o CPK svanisce e rientra nei valori standard.

Esistono tre tipologie di CK indicate con le sigle MM, MB e BB associate, rispettivamente, alla muscolatura scheletrica e cardiaca, al cuore e al cervello. Il CK proveniente da quest’ultimo, a differenza degli altri due, non si diffonde nel liquido ematico. In generale, un alto quantitativo di creatinchinasi o creatinfosfochinasi segnala al paziente che l’organismo è a rischio di infarto o di una malattia neuromuscolare. Nel primo caso, la produzione di CK/CPK si mantiene elevata per qualche giorno. Anche per chi è affetto da ipotiroidismo è molto probabile riscontrare un alto quantitativo di tale enzima.

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PCR e hsCRP: valori alti, bassi e normali

Con PCR si ha la sigla che identifica la proteina C-Reattiva il cui compito è di sostenere il sistema immunitario nella lotta contro batteri e sostanze nocive per l’organismo. Prodotta dal fegato e presente nel liquido ematico, la proteina C-Reattiva viene solitamente calcolata in seguito ad un intervento chirurgico e se ci sono infezioni in atto come la sepsi oltre che controllare lo stadio di malattie perenni come il lupus o la vascolite.

proteina C-Reattiva

L’analisi del PCR è solitamente affiancato al test della VES ed è importante anche per capire se il paziente in esame è particolarmente soggetto a problemi cardiaci. Il quantitativo standard della proteina C-Reattiva è di 1,0 mg/L. al di sopra di questo valore (dall’1,0 mg/L ai 3,0 mg/L) possono sopraggiungere diversi stadi di rischio di contrarre le patologie sopra indicate. Al di sopra degli 8 mg/L comunque non si parla più di rischio ma di infezione vera e propria e anche molto grave.

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Battiti cardiaci (del cuore): valori normali, massimi e minimi

Con la pressione si calcola la diastolica e la sistolica, insieme determinano anche la frequenza del battito cardiaco del cuore. Il battito cardiaco viene calcolato tastando e auscultando le zone del corpo dove le arterie sono più vicine e quindi percettibili.

Battiti cardiaci

Le aree del corpo dove è più facile capire la frequenza del battito cardiaco si concentrano, in particolare, sui polsi, sul collo, nella parte inferiore delle ginocchia, a livello delle tempie e sul collo del piede. È sufficiente premere leggermente una di queste parti e, nell’arco di 60 secondi, contare ogni singolo battito.

In situazioni ottimali, ovvero quando il corpo non è sottoposto ad alcun tipo di stress fisico ma è completamente rilassato, la frequenza cardiaca varia dai 60 ai 10 battiti al minuto. Questo per quanto riguarda i soggetti adulti.

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Pressione arteriosa alta o bassa?

Per calcolare la pressione arteriosa, ovvero la forza con la quale il sangue scorre lungo l’intero organismo, si prendono in considerazione la sistolica (quando il cuore si contrae) e la diastolica (il tempo che passa da un battito all’altro).

Pressione arteriosa

Una pressione arteriosa normale è quando si ha una sistolica inferiore ai 120 mm/Hg e una diastolica inferiore agli 80 mm/Hg. Se tali valori vengono superati, allora si ha a che fare con la pressione arteriosa alta e, a seconda dei livelli riscontrati in seguito alla sua misurazione, si hanno diversi gradi di ipertensione che possono degenerare in una vera e propria crisi ipertensiva (ictus e infarti). In quest’ultimo caso è meglio non attendere la prosecuzione degli eventi e farsi portare immediatamente in pronto soccorso o dal proprio medico di fiducia.

Nei casi che precedono la crisi ipertensiva è bene cambiare il proprio modo di vivere seguendo una dieta equilibrata e salutare (eliminando alcolici, cibi troppo grassi e/o troppo salati) svolgendo un po’ di movimento spezzando così una quotidianità troppo sedentaria, non fumare. Se non avviene alcun miglioramento, consultare il medico per concordare e farsi prescrivere una terapia farmacologica adeguata.

I problemi cardiaci diminuiscono quando invece si riscontra la tendenza ad avere la pressione arteriosa bassa. Tuttavia ciò non vuol dire che il soggetto sia in ottima forma poiché questo stato porta vertigini, svenimenti, nausee, disidratazione e senso di depressione. Al calcolo della pressione tramite la sistolica e la diastolica, si affianca anche il calcolo della pressione differenziale. Quest’ultima concerne la differenza numerica tra i due valori di riferimento i quali, se normali (120/80 mm/Hg) si identifica con la formula 40 mm/Hg.

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Colesterolo totale alto, basso ed interpretazione

Il colesterolo costituisce le membrane cellulari di tutti gli apparati che operano al corretto funzionamento dell’intero organismo. Grazie ad esso è possibile sintetizzare molteplici sostanze basilari per lo sviluppo, la crescita, la riproduzione e la distribuzione delle sostanze nutrienti.

Colesterolo

In circostanze normali, il corpo stesso, da solo, produce il 75% del colesterolo totale necessario all’organismo e ciò che resta viene assunto tramite una specifica tabella alimentare. È possibile che una falla nella produzione di questo elemento sia ereditaria e se non viene tenuta sotto controllo i rischi per il benessere fisico sono molti. In primo luogo, il colesterolo è una delle cause principali dei problemi del sistema cardiaco e circolatorio.

Tra le altre cause che determinano un errato livello di colesterolo nell’organismo vanno ricordate anche un’alimentazione sbagliata all’interno della quale si assumono cibi troppo grassi e difficili da assimilare. Il colesterolo in eccesso, infatti, va ad attecchire lungo le pareti dei vasi sanguigni e man mano che si accumula va ad impedire il regolare passaggio del sangue.
Per capire i livelli di colesterolo, quindi, va stilato un profilo lipidico. In base ai grassi totali circolanti nell’organismo, il medico po’ quindi stimare fino a che punto il paziente rischia le complicazioni cardiovascolari sopra descritte e da qui, concordare una terapia adeguata di cura e prevenzione. Si ricorda che quando il colesterolo è eccessivamente alto (ipercolesterolomia) questi non si rivela con sintomi specifici e per tale motivo il profilo lipidico può anche essere considerato un utile strumento di prevenzione.

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