Dieta genetica: di cosa si tratta?

I problemi di peso sono purtroppo sempre più diffusi nella nostra società contemporanea, una società che ci fa vivere una routine davvero vorticosa, in cui non c’è spazio per cucinare piatti genuini, in cui spesso mangiamo fuori casa e in modo del tutto scorretto, in cui non c’è tempo neanche per un po’ di sana attività fisica. E così sono numerose le persone che sono in sovrappeso o che addirittura sono al limite dell’obesità. Si tratta di persone che sicuramente nel corso della loro vita hanno intrapreso molte diverse tipologie di diete, senza mai riuscire però ad ottenere dei validi risultati.

La maggior parte di queste persone non riesce proprio a perdere peso. Altre invece perdono magari anche molti chili, con estrema fatica, ma alla fine li riprendono nel giro di pochissimo tempo, rendendo questa fatica e ogni sacrificio fatto del tutto vano. E così dopo tanti tentativi, spesso queste persone perdono del tutto la fiducia nelle diete e restano con il loro sovrappeso, senza riuscire mai a sentirsi bene con se stessi e con il proprio corpo, senza mai riuscire ad eliminare alla radice il rischio di incorrere in varie tipologie di problemi di salute.

Anche voi vi rivedete in questa descrizione? E se vi dicessimo che esiste una dieta che può davvero fare la differenza? Stiamo parlando della dieta genetica. La dieta genetica si basa sulla consapevolezza che non è possibile che esista una dieta valida per tutti, che non è possibile che una stessa dieta sia in grado di far ottenere le stesse identiche risposte da ogni corpo, ad ogni organismo. Perché ogni organismo è un universo a parte, con specifiche caratteristiche che sono uniche al mondo e con un metabolismo che è altrettanto unico e che funziona in modo completamente diverso quindi da quello di ogni altra persona.

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Asma e alimentazione: esiste una correlazione?

Coloro che soffrono di asma sanno perfettamente che la loro è una malattia cronica, una malattia per la quale quindi non esiste una cura vera e propria e con cui avranno a che fare per tutta la loro vita. Se non esiste una cura, non è possibile tenere sotto controllo i sintomi? Certo, che è possibile. Nonostante una cura non sia ancora disponibile, l’asma può essere tenuta sotto stretto controllo, con i farmaci ovviamente, ma anche con uno stile di vita che sia quanto più sano possibile.

Uno stile di vita sano passa prima di tutto da una corretta alimentazione. Tra asma e alimentazione insomma c’è una stretta correlazione? Assolutamente sì, ma attenzione, non stiamo dicendo che esista una dieta che permette di contrastare l’asma in modo intenso, bensì che ci sono alcuni piccoli accorgimenti da seguire a tavola che possono permettere di tenere i sintomi dell’asma sotto controllo. Si tratta di accorgimenti che sono stati studiati solo nel corso degli ultimi anni e che non tutti coloro che soffrono di asma quindi conoscono molto bene, accorgimenti che possono rendere più semplice la vita, che possono migliorare la propria condizione di salute, che possono aiutare davvero a contrastare l’insorgere dei sintomi e che vale la pena allora di andare a scoprire.

I cibi che possono favorire l’insorgere di un attacco asmatico e che quindi devono assolutamente essere eliminati dalla propria alimentazione, sono quelli che contengono un allergene, una sostanza a cui si è quindi allergici. Gli allergeni possono provocare asma bronchiale, solitamente entro un’ora dalla loro assunzione, rendendo difficile la respirazione e in molti casi portando ad un vero e proprio shock anafilattico. Capite bene quindi che coloro che hanno un qualche tipo di predisposizione all’asma dovrebbero sempre effettuare dei test allergologici, per capire se vi siano degli alimenti da cui devono stare alla larga.

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I fattori che causano la rinite allergica

La rinite allergica è una risposta del sistema immunitario alla sensibilizzazione ad uno o più allergeni che comporta diversi sintomi. I sintomi in assoluto più diffusi sono il naso chiuso che cola e che non permette di respirare nel modo adeguato, starnuti continui, arrossamento agli occhi, prurito e bruciore. Si tratta quindi di una condizione che non può essere considerata grave, ma che allo stesso tempo è da considerarsi davvero molto fastidiosa. Pensate infatti che una condizione di questo tipo, soprattutto se si protrae per più giorni, può comportare sonnolenza, spossatezza, un senso di malessere generale, senza dimenticare ovviamente la difficoltà di riposare nel modo adeguato e la difficoltà anche a nutrirsi altrettanto adeguatamente.

Ma quali sono questi questi allergeni che possono portare ad una condizione di questa tipologia? Tra i fattori che causano la rinite allergica più diffusi presenti negli ambienti esterni dobbiamo ricordare il polline di alcune tipologie di alberi, ma anche di alcune specie di erbe e piante infestanti. Tra gli allergeni più diffusi invece negli ambienti interni, dobbiamo ricordare le muffe, soprattutto quando rilasciare spore nell’aria, gli acari della polvere, i peli di animali domestici, soprattutto gatti o cani. A condurre ad una condizione di rinite allergica non sono però necessariamente gli allergeni, ma anche alcune sostanze piuttosto aggressive ed irritanti come il fumo, ad esempio, ma anche lo spray per capelli, la formaldeide e altre sostanze che possono arrivare nell’aria direttamente dall’utilizzo di spray per la pulizia delle superfici, la polvere del legno, la polvere del gesso delle lavagne utilizzate a scuola e simili altre sostanze polverose che possono con la respirazione arrivare fino ai bronchi.

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Aiutare il prossimo: con un corso di formazione è possibile

Viviamo in una società che ha sicuramente moltissimi difetti, ma che ha anche innumerevoli pregi che meritano di essere sottolineati. Tra i pregi più importanti c’è sicuramente l’empatia verso il prossimo, il desiderio di non vedere soffrire nessuno o quantomeno di riuscire ad alleviare la sofferenza degli altri, la voglia di aiutare il prossimo insomma in modo davvero intenso. Aiutare il prossimo può anche trasformarsi in un vero e proprio lavoro per coloro che hanno la voglia di mettersi in gioco e di seguire un adeguato corso di formazione, un corso che li trasformi in figure professionali di alto livello che possono seguire al meglio le persone anziane, i disabili o tutti coloro che soffrono di qualche malattia e che proprio per questo motivo hanno bisogno di un’assistenza continua.

I corsi operatore sociale permettono di diventare un figura professionale che può essere impiegata direttamente all’interno delle strutture di ricovero come supporto al personale medico e infermieristico presente, ma che può anche essere assunta direttamente a domicilio, per vivere al fianco dell’anziano o del malato e aiutarlo giorno dopo giorno a stare meglio e a condurre una vita che sia quanto più normale possibile.

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Come capire se si soffre di disturbi di ansia

Tutti noi diventiamo nervosi o ansiosi di tanto in tanto, quando parliamo in pubblico, quando abbiamo dei problemi al lavoro, finanziari, sentimentali con i figli o partner.  Per alcune persone, tuttavia, l’ansia diventa così frequente, o così forte, che comincia a prendere il sopravvento sulle loro vite.

Disturbo da ansia generalizzata. Disturbo ossessivo-compulsivo.

Come possiamo dire se l’andia è divenuta un disturbo persistente, una patologia? Non è facile. L’ansia si presenta in molte forme diverse, ad esempio con attacchi di panico, fobia e ansia sociale, e la distinzione tra diagnosi ufficiale e ansia considerata fisiologica non è sempre chiara.

Il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM IV-TR) definisce l’ansia come un disturbo eccessivo legato a troppe preoccupazioni con la persona che ha difficoltà a controllarle e diventa troppo apprensiva. Ma cosa costituisce il “troppo”? Nella fattispecie significa avere pensieri ansiosi persistenti nella maggior parte dei giorni della settimana che durano almeno sei mesi. Inoltre, l’ansia deve essere così grave da interferire con la vita quotidiana ed essere accompagnata da sintomi evidenti, come la stanchezza.

Difficoltà nel dormire

I problemi legati al sonno, difficoltà nell’addormentarsi o nel dormire per ore sufficienti, sono associati a una vasta gamma di condizioni di salute, sia fisiche che psicologiche. Se cronicamente ci si trova svegli, preoccupati o agitati riguardo a problemi specifici (come il lavoro o o denaro) oppure se non c’è un motivo particolare, potrebbe essere un sintomo di un disturbo d’ansia. Secondo alcune stime, la metà di tutte le persone sofferenti come da manuale di disturbi di ansia hanno problemi con il sonno .

Paure e Fobie

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Dieta e vino: due mondi per forza disgiunti?

Spesso quando si decide di stare a dieta si tende a rinunciare subito ad alcuni alimenti, che si ritengono superflui. Il vino e gli alcolici sono i primi della lista, visto che per molte persone è facile togliere dalla dieta quotidiana le calorie assunte tramite bevande quali vino o bibite zuccherate, sostituendole con dell’acqua pura, totalmente priva di calorie. Ma è sempre bene comportarsi in questo modo o è possibile continuare a bere vino senza incidere in modo pesante su una dieta ipocalorica?

I consigli del dietologo

buona parte dei dietologi consiglia ai suoi pazienti di migliorare il proprio stile di vita, senza necessariamente stravolgerlo in modo totale. La motivazione per cui spesso le diete dimagranti non riescono ad avere successo è proprio l’elevato impatto che hanno sui soggetti che le seguono e su tutte le abitudini con cui hanno imparato a convivere nel corso degli anni. Una dieta ipocalorica tende a diminuire le calorie ingerite nel corso delle giornata, non per questo è necessario che sia anche punitiva o “triste”. Negli ultimi anni si sta rivalutando il ruolo che la componente psicologica dell’alimentazione ha nella dieta di ognuno, cosa che ha portato a preparare regimi alimentari che meglio seguono i desideri di ogni soggetto ad essi sottoposti. Oltre a questo diverse ricerche hanno valutato i vantaggi dovuti al consumo moderato di alcuni tipi di bevande alcooliche, in primis il vino rosso.

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Le attività fisiche che fanno bene alla nostra salute

L’attività aerobica fa molto bene alla salute e rientra tra tutte quelle attività fisiche che danno nuova vitalità al nostro corpo. Tutti sappiamo ad esempio, che andare in bicicletta fa bene ma esistono molti altri sport che magari non prendiamo nemmeno in considerazione e che invece sono un toccasana per la nostra salute. Di quali sport si tratta? Si tratta, in generale, di quegli sport che utili per mettere nuovamente in moto il sistema cardiovascolare.

Attività all’aperto

L’aerobica è un’attività motoria che contribuisce a portare il nostro corpo ad avere un ottimo stato di salute, soprattutto per il cuore. I risultati benefici si possono ottenere semplicemente regolando il proprio ritmo e adattandosi di giorno in giorno a questo nuovo modo di porsi. Riuscendo a cambiare le capacità funzionali, la struttura e la forma del nostro corpo, l’attività aerobica sarà in grado di regalarci una nuova energia.

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Alimenti vegetali ricchi di proteine

Se ogni volta che dici a qualcuno di essere diventato vegetariano ti viene chiesto “dove prendi le proteine?” e non sei propriamente pronto a sciorinare un elenco dei cibi che te le forniscono in buona quantità (tranquillo, chi ti fa la domanda spesso non sarebbe nemmeno lui di rispondere oltre ovviamente a dire “carne”), leggi questo articolo cosi ti mostrerai preparato lasciandoli senza parole.

Verdure e ortaggi sono la prima fonte di proteine. Colorate, ricche di fibre, vitamine e sali minerali, ci forniscono anche una buona dose di proteine. Qualche esempio: il cavolo romano broccolo contiene ben 15 gr di proteine; i carciofi 10,1 gr, gli spinaci 6,3 gr, i peperoni 5,2 gr, gli asparagi 5,1 gr, i funghi prataioli 4,8 gr, le melanzane 3,8 gr e le patate 1,8 gr, solo per citarne alcuni.

Le bevande vegetali, chiamante anche latte vegetale contengono anch’esse proteine. Per esempio 250 gr di latte di soia che corrispondono a una tazza, contengono ben 7,3 gr di proteine; anche lo yogurt di soia ne è ricco: 6.3 gr di proteine per un vasetto (125 gr).

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Eritema da sudore: cos’è e come trattarlo

L’eritema da sudore è un’infiammazione cutanea il cui agente irritante è il sudore. Come è intuibile, questo tipo di eritema è più frequente d’estate, quando la sudorazione solitamente è maggiore. L’eritema da sudore  si manifesta con pelle arrossata, prurito intenso e, nelle forme più gravi, con piccole vesciche che si formano in quelle zone del corpo dove si suda di più, come le ascelle, ma anche la schiena, l’addome, il torace e la zona inguinale.

L’eritema da sudore colpisce indistintamente sia gli adulti che i bambini. In particolar modo sono più soggette a questo problema, quelle persone che hanno una pelle molto delicata e quelle che vivono e/o lavorano in ambienti molto caldi e umidi. Il meccanismo che sta alla base dell’eritema è l’ostruzione dei condotti sudorali. Questi ultimi si rompono e causano l’uscita del sudore sotto pelle. La conseguenza è un rigonfiamento dei pori e l’infiammazione vera e propria che causa i sintomi tipici di questo fastidio cutaneo, cioè bolle e arrossamenti.

Trattamento dell’eritema da sudore

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Quali sono i frutti con più calorie ?

Sapete qual è la frutta che ha maggiori calorie? Se è vero che la frutta fa molto bene, ci sono alcuni frutti ricchi di zuccheri e di conseguenza che contengono maggiori calorie. È per questo che bisogna consumarli con moderazione. Tra i frutti con maggiori calorie ci sono il cocco, i datteri freschi e l’avocado.

L’avocado ha un apporto calorico molto alto, ma è vero anche che fa particolarmente bene per la presenza al suo interno di graffi e fitosteroli che servono ad aiutare il sistema cardiovascolare. È bene non esagerare neanche col consumo di uva, cachi, ciliegie, banane e mango. Le banane sono preziose per la presenza di potassio, Ma sapete quante calorie ha una banana?  Almeno 80 per ogni 100 g.  Stesso discorso per l’uva che nonostante le sue proprietà nutrienti e dissetanti, è anche ricca di zucchero e quindi è bene non esagerare. Per quanto concerne invece la frutta secca come mandorle o noci, sono molto utili per la presenza di acidi grassi ma, sono estremamente caloriche e non fanno bene se consumate in dosi eccessive.

La frutta con più calorie, eccone alcuna

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