RDW alto, basso e valori normali

Con RDW si intende l’ampiezza di distribuzione eritrocitaria e, in questo caso, ci si concentra principalmente sulle varianti riscontrate nel volume dei globuli rossi. I risultati dell’RDW sono presenti in un comune emocromo ma, nello specifico, serve per monitorare l’anisocitosi che a sua volta cerca di capire il motivo per cui gli eritrociti appena prodotti, in confronto a quelli in fase di dissolvimento, presentano dimensioni maggiori rispetto alla norma.

RDW alto, basso e valori normali

Sostanzialmente l’RDW è una stima importante per individuare una tipologia specifica di anemia che viene individuata quando viene associata all’MCV (volume corpuscolare medio). Nello specifico, un RDW normale e un MCV alto indica un’anemia dovuta ad una patologia cronica o a un’anomalia sulla presenza effettiva di ferro o, ancora, si ha a che fare con un’anemia aplastica e con complicazioni dovute alle sedute di chemioterapia e alla mancanza di folati e vitamina B12.

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Linfociti alti, bassi e valori normali

Altri attori importanti per il sistema immunitario sono i linfociti che, in base alle aree dell’organismo in cui si concentrano, fanno parte di due grandi famiglie. I linfociti di tipo B sostano nel midollo osseo mentre quelli di tipo T hanno sede nel timo ed entrano in gioco anch’essi in caso di infezione in atto.

Linfociti alti

Quando i linfociti sono inferiori agli standard (1,5 – 3,5 x 109/l) si parla di linfocitopenia (o linfopenia) tipica nelle persone contagiate dal virus dell’HIV o con varie complicazioni e disfunzioni associate a cuore e reni mentre con la linfocitosi si ha un quantitativo in eccesso di linfociti che determina il sorgere di patologie infettive quali il citomegalovirus, la leucemia e la toxoplasmosi. È da aggiungere inoltre che la conta dei linfociti varia non solo da persona a persona ma anche in base all’età, soprattutto quando si deve eseguire un controllo della loro presenza nei bambini.

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Neutrofili alti, bassi e valori normali

Il quantitativo di neutrofili nel liquido ematico equivale a 2–7 x 109/l sono anch’essi parte integrante del sistema immunitario composto da leucociti (meglio noti come globuli bianchi). Tuttavia tale rapporto potrebbe variare in base all’etnia di appartenenza.

Neutrofili alti

Nello specifico, i neutrofili si occupano di contrastare le infezioni causate da batteri e funghi e, non avendo alcun tipo di colorazione distintiva sono considerati, appunto, neutri. Rispetto alle varie cellule che compongono le difese totali dell’organismo, i neutrofili sono presenti in quantitativi maggiori e vengono rilasciati dal midollo osseo in tempi molto brevi poiché la loro aspettativa di vita è molto bassa, non supera le 10 ore se sono liberamente circolanti nel liquido ematico e permangono per pochi giorni se si concentrano soprattutto nei tessuti lesionati o attaccati dagli agenti infettivi.

Tecnica di difesa principale dei neutrofili é la fagocitosi ovvero questa tipologia di globuli bianchi non fa altro che nutrirsi dei batteri considerati nocivi e “digerirli” per poi eliminarli definitivamente. Va ricordato che seppure i neutrofili rappresentano la maggioranza degli elementi che compongono il sistema immunitario, non hanno un quantitativo esatto e varia da persona a persona.

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Monociti alti, bassi e valori normali

Come è già stato più volte specificato, il liquido ematico è composto da molteplici sostanze ed elementi interdipendenti fra loro. Tra questi, i monociti, detti anche globuli bianchi, fanno parte in una percentuale molto ridotta (massimo 8%) dei leucociti totali. Questo significa che i monociti sono a tutti gli effetti parte integrante del sistema immunitario dell’organismo e agiscono soprattutto nelle aree infettate, inglobando e”digerendo” i batteri nocivi e provvedendo anche a contribuire nella sistemazione dei tessuti danneggiati.

Monociti alti

In generale, la presenza di monociti è molto ridotta ma dati i loro compiti, essi sono in grado di riprodursi molto velocemente in caso di infezione e stati di malessere dell’organismo per poi tornare nella soglia standard una volta stabilito l’ordine. Tuttavia, se l’aumento dei monociti non rientra nei parametri secondo i tempi previsti e permane nel tempo allora ciò potrebbe segnalare patologie gravi che vanno a ledere il midollo osseo e la comparsa di un qualche tipo di leucemia. Tra le varie malattie determinate da un aumento anomalo dei monociti vanno ricordate la brucellosi, la colite ulcerosa, l’endocardite, il linfoma di Hodgkin e la tubercolosi. Anche un quantitativo insufficiente di monociti, monocitopenia, può segnalare l’insorgere di una qualche malattia che può essere causata da un’infezione particolarmente acuta o da uno stile di vita troppo stressante.

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MPV nel sangue: alto, basso e valori normali

Delineate le funzioni e i rischi che comportano un’eccessiva o non sufficiente produzione di piastrine o trombociti da parte del midollo osseo, si può dare qualche indicazione sul test specifico detto MPV del sangue. Con la sigla MPV si indica la misurazione del volume medio delle piastrine che, ricordiamo, svolgono un ruolo primario nei processi di emostasi primaria e secondaria ovvero di rigenerazione dei tessuti lesionati.

MPV nel sangue

Più il trombocita risulta voluminoso e più esso risulta giovane, quindi appena rilasciato dal midollo osseo. Man mano che l’arco di vita delle piastrine volge al termine, di solito allo scadere dell’ottavo o del decimo giorno, la loro grandezza diminuisce fino a dissolversi del tutto, lasciando spazio alle leve più fresche.

L’MPV fa sostanzialmente questo, tiene sotto controllo l’andamento volumetrico di queste cellule ed è importante per stabilire se all’interno dell’organismo si stia sviluppando una trombocitopenia. Un volume definito normale per i trombociti non esiste e per questo si parla di conta. Se il midollo osseo impiega troppo tempo nel formare e rilasciare le piastrine allora si parla di MPV basso al contrario, se vengono prodotte troppo velocemente, si parla di MPV alto.

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Volume corpuscolare medio (MCV) alto, basso e valori normali

Con MVC o volume corpuscolare medio si intendono le analisi che vengono fatte tramite emocromo e per capire il livello di salute degli eritrociti o globuli rossi. Come per l’MPV dedicato al volume delle piastrine, l’MVC si concentra principalmente sul volume dei globuli rossi e viene calcolato in rapporto all’ematocrito e moltiplicato per 1000.

Volume corpuscolare medio (MCV)

Con macrocitosi, macrocitosi e normocitosi si identificano, rispettivamente il volume eccessivo, insufficiente o normale degli eritrociti analizzati e il risultato dell’MVC viene espresso con l’unità di misura femtolitri. Tra gli indicatori dei globuli rossi va ricordata anche l’emoglobina corpuscolare media, sintetizzata con la sigla MCH.

Nello specifico, il volume corpuscolare medio (MVC) viene calcolato per capire con quale tipo di anemia si ha a che fare. Fondamentalmente esistono due classi principali di anemia, quella ipoproliferativa, causata da un abbassamento della presenza di eritrociti nel sistema circolatorio e quella emolitica che prevede un aumento anomalo dei globuli rossi.

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Globuli rossi (eritrociti) alti, bassi e valori normali

Con eritrociti si ha un’altra denominazione, più specifica, dei globuli rossi, una delle parti fondamentali con la quale si compone il sangue. Con RBC si identifica invece il processo con la quale si possono calcolare il numero effettivo di eritrociti (contenitori dell’emoglobina) presente nel liquido ematico.

Globuli rossi (eritrociti)

Il quantitativo normale di eritrociti nel sangue è pari al 40% ed oltre a favorire il trasporto di ossigeno, aiutano anche a contribuire nell’eliminazione dell’anidride carbonica. Il ciclo vitale dei globuli rossi è di 4 mesi, dopodiché avviene il ricambio degli stessi. L’RBC è un test specifico che si affianca all’analisi dell’emocromo e dell’ematocrito, i risultati ottenuti vengono poi confrontati fra loro.

Se i valori di ematocrito ed emocromo sono più bassi della norma allora il soggetto risulta anemico (a causare tale situazione può essere un trauma, eliminazione eccessiva dei globuli rossi, emorragie dell’apparato digerente, carenze di ferro e vitamina B12 nell’organismo, disfunzioni nel midollo osseo e insufficienza renale) al contrario l’aumento degli stessi valori indica la policitemia (in questo caso le cause possono essere riconducibili a stati di malessere di cuore e polmoni, tumori renali, insufficiente apporto di liquidi necessari al sostentamento dell’organismo oppure malattie genetiche).

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Ematocrito alto e basso

Con l’ematocrito si calcola il volume effettivo del liquido ematico (composto da globuli rossi, emoglobina, leucociti e piastrine). Fondamentalmente l’ematocrito non fa altro che inserire in una centrifuga il sangue precedentemente prelevato. Il macchinario separa le parti principali che compongono la linfa vitale dell’organismo umano, ovvero il plasma (la parte più fluida) i globuli rossi (i “fattorini” del sistema circolatorio) e il resto delle altre componenti cellulari.

Ematocrito

Questa separazione permette al tecnico di laboratorio di concentrarsi solo ed esclusivamente sui globuli rossi e in che percentuale sono presenti. Se l’ematocrito presenta una percentuale eccessiva di globuli rossi vi è una sovrapproduzione degli stessi oppure il quantitativo di plasma si è ridotto per un qualche motivo. Una percentuale insufficiente determina, al contrario, che qualcosa sta attaccando i globuli rossi disintegrandoli o che vi è sovrabbondanza di liquido plasmatico. A causare un ematocrito basso possono essere l’anemia, un’alimentazione errata (ad esempio carenza di vitamina B) accompagnata da una eccessiva idratazione (o abuso di bevande alcoliche) una gravidanza o un’infezione all’organismo.

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