Con RDW si intende l’ampiezza di distribuzione eritrocitaria e, in questo caso, ci si concentra principalmente sulle varianti riscontrate nel volume dei globuli rossi. I risultati dell’RDW sono presenti in un comune emocromo ma, nello specifico, serve per monitorare l’anisocitosi che a sua volta cerca di capire il motivo per cui gli eritrociti appena prodotti, in confronto a quelli in fase di dissolvimento, presentano dimensioni maggiori rispetto alla norma.

Sostanzialmente l’RDW è una stima importante per individuare una tipologia specifica di anemia che viene individuata quando viene associata all’MCV (volume corpuscolare medio). Nello specifico, un RDW normale e un MCV alto indica un’anemia dovuta ad una patologia cronica o a un’anomalia sulla presenza effettiva di ferro o, ancora, si ha a che fare con un’anemia aplastica e con complicazioni dovute alle sedute di chemioterapia e alla mancanza di folati e vitamina B12.






