La dieta del digiuno


Esistono tantissimi modi per dimagrire, ma uno tra i più discussi resta quello della digiunoterapia. Siamo abituati a pensare che il cibo sia sinonimo di benessere, forse a causa di educazione alimentare inspirata da bisnonni che avevano patito da vicino la fame, durante il periodo delle 2 guerre mondiali. Si tratta, ovviamente, di situazioni assolutamente differenti tra di loro, ma che dovrebbero ugualmente far riflettere sul ruolo assunto dal cibo nella nostra società. E’ avvenuto un passaggio più o meno evidente, particolarmente accentuato nei Paesi spiccatamente capitalisti, da una concezione di pasto come fonte di sopravvivenza ad una di pasto come segnale di benessere. I nostri genitori o nonni, a seconda della nostra età, figli del boom della società del benessere economico, hanno imparato a sprecare il cibo ed a utilizzarlo come unità di misura del grado di benessere di una condizione di agio, sul piano dell’economia famigliare.

Negli ultimi 10 anni però, a causa di un’ondata di responsabilizzazione, in parte forzata dalla decrescita economica, in parte frutto di un’attenzione maggiore alle risorse presenti sul pianeta Terra, si è tornati a trattare il cibo con maggiore consapevolezza.

L’alimentazione come sistema di depurazione

L’obesità dilagante tra gli adolescenti e il proliferare di malattie legate all’accumulo di colesterolo o di glucosio nel sangue, ha permesso di guardare al cibo, attraverso un’altra ottica, marcandone la natura di medicina per la salute. Sempre più dietologi hanno evidenziato i benefici derivanti dal seguire una dieta del digiuno, allo scopo di disintossicare l’organismo dall’accumulo nel colon di tossine, difficilmente dissolvibili se non attraverso uno dei Centri d’idrocolonterapia in Italia.

Anche il Mondo scientifico, dopo un’iniziale difficoltà nell’accettare che il digiuno consapevole potesse non portare a delle conseguenze negative sul fisico dei pazienti, si è dovuto ricredere. Il successo che ha avuto il digiuno di Veronesi, non solo in termini di dimagrimento, ma anche di miglioramenti ricevuti a livello gastrointestinale, hanno fatto ricredere molti dottori sui vantaggi del digiuno terapeutico.

Quello che un tempo appariva come una reminiscenza della religione cristiana, che incentivava a digiunare il venerdì, ripresa poi da altri culti, come nei musulmani durante il digiuno serale, alla base del ramadan, oggi assume una valenza medica. Il fatto che moltissime cliniche europee, soprattutto in Germania, riprendano il metodo di Umberto Veronesi e decidano di curare i pazienti afflitti da tumore mediante un digiuno controllato è il segno che qualcosa sta cambiando nella nostra Società.

Finalità delle diete del digiuno

Come abbiamo già anticipato, lo scopo principale di questi regimi alimentari che prevedono l’assunzione solo di liquidi, per un giorno a settimana, non è quello di perdere i chi di troppo. Specificare quanti kg ho perso durante il digiuno di 24 ore non è altro che il dato più superficiale di questa scelta. Quello che conta sono i risultati dei livelli di glicemia nel sangue e quelli relativi ai grassi nelle arterie, dopo che si è sperimentato questo innovativo, quanto antico, sistema di disintossicazione del colon. L’importante sarà assicurarsi che si tratti di un trattamento controllato, su cui potrà vigilare un personale medico esperto, consigliandoci in ogni momento come sopperire ad eventuali problemi che potrebbero incorrere. Nella stragrande maggioranza dei casi, il digiuno per una sola giornata ogni settimana non comporterà alcun rischio o effetto collaterale, ma qualora si volesse intraprendere il percorso della dieta anticancro bisognerà essere molto attenti e farsi seguire da un centro oncologico specializzato in questa pratica.