Perdere Grasso con la dieta mediterranea

Una panoramica sulla dieta e qualche nozione di base sugli alimenti più salutari e ipocalorici mettono in evidenza la dieta mediterranea, considerata la più equilibrata e la più apprezzata da chi vuole perdere il grasso in eccesso senza rinunciare alla buona tavola e alla varietà gastronomica.

La dieta mediterranea

Nella dieta mediterranea, infatti, non manca alcun alimento indicato e consigliato dalla tabella nutrizionale standard. Agli alti quantitativi di frutta e di verdura, dalla quale è possibile estrarre fibre e proteine non animali, si affiancano dosi equilibrate di cereali e di varie tipologie di carne. In particolare, il consumo di carne rossa è drasticamente inferiore rispetto alle carni bianche tra le quali spicca il pesce (merluzzo, trota e branzino, ad esempio, non superano le 90 calorie in 100 grammi di prodotto) ricco di fosforo, selenio e iodio, sostanze fondamentali per favorire il corretto funzionamento del sistema circolatorio, della muscolatura e del sistema nervoso.

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Omocisteina alta, bassa e valori normali

L’omocisteina è un amminoacido presente nel liquido ematico e importante per il sostentamento dell’organismo. Quando però supera la percentuale considerata accettabile esso è uno dei fattori scatenanti dell’insorgere di complicazioni cardiache.

Omocisteina

Nello specifico, l’omocisteina in eccesso favorisce l’infiammazione delle arterie danneggiandone i vasi sanguigni e andando ad agire anche sulla normale coagulazione del sangue. Inoltre può segnalare la predisposizione del soggetto in esame di contrarre patologie molto ostiche e deleterie per il benessere fisico. Collegate all’aumento dell’omocisteina possono essere malattie come l’osteoperosi, il glaucoma e la miopia oltre che scatenare convulsioni e il distacco della retina.

Pur non essendo comune e per questo poco conosciuta, l’aumento di tale sostanza potrebbe segnalare anche l’omocistinuria, una malattia genetica che altera le normali funzioni svolte durante la fase di metabolizzazione delle sostanze nutritive e incide anche sulle fasi di sviluppo. In questo caso, l’omocisteina non solo è presente nel sangue ma anche nelle urine.

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Quali sono le principali cause della psoriasi?

La psoriasi è una forma di dermatite infiammatoria cronica non infettiva, le cui cause non sono del tutto note; fattori genetici, immunitari e ambientali entrano in gioco assieme a fattori scatenanti, quali fumo, stress, alcol, traumi, farmaci, infezioni.

Dandruff

E’ una malattia autoimmunitaria, causata da alcuni tipi di cellule del sistema immunitario che attaccano i tessuti dell’organismo stesso, queste cellule sono i linfociti T, i quali innescano un’infiammazione che altera i normali processi di rinnovamento cellulare: le cellule della pelle normali si rinnovano ogni mese circa, invece in presenza di psoriasi le cellule continuano a riprodursi in modo abnorme, con un ricambio molto più veloce che va dai 3 giorni ad una settimana, provocando le caratteristiche placche.

E’ una malattia predisposta geneticamente, a trasmissione ereditaria, tesi supportata dalla presenza di familiari che ne soffrono in chi sviluppa la malattia. E può manifestarsi ad ogni età, con una maggior probabilità di insorgere tra i 20 e i 40 anni. Circa 2 milioni di persone in Italia ne soffrono.

Non poca importanza rivestono i fattori ambientali, perché nonostante la presenza del gene della psoriasi in un individuo se non c’è un fattore scatenante non è detto che la malattia si manifesti, quindi devono intervenire tali fattori affinché la malattia si manifesti.

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Dieta ed ipotiroidismo

A volte il sovrappeso non è dovuto alla cattiva alimentazione ma piuttosto al cattivo funzionamento della tiroide, principale responsabile di tutti i processi strettamente collegati al metabolismo.

Dieta ed ipotiroidismo

Quando si soffre di ipotiroidismo vuol dire che le funzioni della tiroide sono in un qualche modo rallentate e, oltre ad essere responsabile dell’insorgere di varie patologie, potrebbe anche essere la causa della mancata assimilazione e eliminazione dei grassi in eccesso. In questo caso, quando si vuole fare una dieta dimagrante è basilare contattare il proprio medico di fiducia e concordare con esso il percorso più adatto da seguire per evitare che i fattori dell’ipotiroidismo si inaspriscano e peggiorino ulteriormente lo stato di salute del paziente.

Una volta consultato il medico e valutato i pro e i contro di una dieta si può cominciare a muovere i primi passi utili per stimolare le reazioni chimiche e biologiche tipiche del metabolismo e coordinate dalla tiroide. Quindi via all’attività fisica eseguita con costanza. Può essere la classica corsa mattutina o l’incontro con gli amici uniti da una comune passione sportiva. Lo sport, infatti, non solo permette di rinforzare la muscolatura ma fa bene anche all’umore.

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RDW alto, basso e valori normali

Con RDW si intende l’ampiezza di distribuzione eritrocitaria e, in questo caso, ci si concentra principalmente sulle varianti riscontrate nel volume dei globuli rossi. I risultati dell’RDW sono presenti in un comune emocromo ma, nello specifico, serve per monitorare l’anisocitosi che a sua volta cerca di capire il motivo per cui gli eritrociti appena prodotti, in confronto a quelli in fase di dissolvimento, presentano dimensioni maggiori rispetto alla norma.

RDW alto, basso e valori normali

Sostanzialmente l’RDW è una stima importante per individuare una tipologia specifica di anemia che viene individuata quando viene associata all’MCV (volume corpuscolare medio). Nello specifico, un RDW normale e un MCV alto indica un’anemia dovuta ad una patologia cronica o a un’anomalia sulla presenza effettiva di ferro o, ancora, si ha a che fare con un’anemia aplastica e con complicazioni dovute alle sedute di chemioterapia e alla mancanza di folati e vitamina B12.

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Dieta, la tabella nutrizionale

In una dieta dimagrante che si rispetti deve tenere presente non solo gli alimenti più sani, frutta e verdura in primis ma va stilata anche una vera e propria tabella nutrizionale da consultare per accertarsi di non assumere più delle calorie necessarie per il fabbisogno energetico dell’organismo. Quando si decide di mettersi a dieta, i primi alimenti che vengono messi da parte sono quelli ricchi di carboidrati come il pane o la pasta.

tabella nutrizionale

In generale, è comunque consigliabile mantenersi sulle 2000 calorie quotidiane. Nessun alimento è tassativamente vietato ma, per rispettare il tetto calorico da non superare, è bene consultare una tabella nutrizionale della quale lasciamo, tenendo presente che l’apporto calorico si riferisce a 100 gr di ogni cibo elencato, un piccolo estratto:

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Dieta della Mela

Dopo una piccola panoramica sulle diete dimagranti e un accenno agli alimenti giusti, per chi vorrebbe buttare giù qualche chiletto di troppo potrebbe essere interessante concentrarsi su un frutto in particolare, la mela.

Dieta della mela

Quando si vuole fare uno spuntino fuori pasto senza però rischiare di perdere i risultati ottenuti dopo mesi di sacrifici, la mela è la scelta ideale, sbucciata e tagliata a fette o addentata direttamente non fa differenza. Naturalmente, prima di fare scorta di questo delizioso frutto dalle innumerevoli proprietà benefiche è bene controllare attentamente la sua provenienza e rivolgersi ad aziende agricole quanto più possibile biologiche. Una dieta a base di mele presenta numerose varianti e applicazioni. Come è già stato accennato può essere introdotta senza modificare drasticamente il proprio stile alimentare utilizzandola in sostituzione dello spunti fuori pasto e gustandosela a colazione.

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TAS (o ASLO) nel sangue: valori alti e bassi

Il TAS o per gli anglosassoni ASLO si identifica l’antistreptolina. L’antistreptolina o TAS è presente nel liquido ematico in determinate percentuali ed è importante in quanto contrasta una proteina prodotta principalmente dagli streptococchi, la streptolisina appunto.

TAS (o ASLO) nel sangue

Si può dire, in parole povere, che il TAS è un anticorpo specifico che entra in funzione nel momento in cui il batterio dello streptococco ha favorito il diffondersi dell’infezione nell’organismo. Solitamente ciò avviene e tra i 7 e i 21 giorni successivi all’incubazione. Una volta contrastata l’infezione, il livello di TAS dovrebbe scendere gradualmente e scomparire lungo l’anno successivo. I primi sintomi del batterio dello streptococco beta emolitico di gruppo A sono mal di gola, febbre, spossatezza, tachicardia, difficoltà respiratorie e presenza di sangue nelle urine le quali, in questo preciso stato di malessere, sono alquanto scarse.

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Dieta Dimagrante, gli alimenti giusti da mangiare

Prima di affrontare una dieta dimagrante è bene conoscere le proprietà degli alimenti che andranno a costituirla. Eliminato il cibo spazzatura e le bevande gassate, l’attenzione alimentare si rivolge soprattutto alla frutta e alla verdura. Per quanto riguarda la frutta vanno fatte delle distinzioni in quanto vi si concentrano alti quantitativi di zucchero e quindi è bene non eccedere nelle dosi consigliate.

Dieta dimagrante

Tra i prodotti più efficaci per chi vuole ridurre il grasso in eccesso vanno citati:

  • l’ananas che, malgrado la ricchezza di glucosio ha alta concentrazione di bromelina velocizza la disgregazione delle proteine,
    le albicocche cariche di acido pantotenico e betacarotene, sostanze capaci di ridurre le riserve di grasso e far risaltare la salute dell’epidermide,
  • le fragole contenenti manganese che va ad agire direttamente sulla tiroide (ghiandola dove vengono regolati tutti i processi legati al metabolismo)
  • le mele, immancabili anche per chi non necessita di una dieta dimagrante in quanto ricca di vitamina C, pectina, magnesio e potassio e
  • tutti gli agrumi (arancia, mandarino, pompelmo) alla quale si deve il fabbisogno giornaliero di vitamine e flavonoidi.

Protagoniste di una dieta dimagrante salutare sono le verdure e anche qui vi è un’ampia gamma di scelta. Bene accetti:

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Dieta dimagrante, una piccola panoramica

Sempre più nelle tavole italiane aumenta il consumo di cibo spazzatura che attacca la forma fisica aumentando il grasso in eccesso. Il problema non è solo estetico riguarda anche il proprio benessere e per questo si cerca di trovare la soluzione definitiva con una dieta dimagrante che sia facile da seguire e permetta di ottenere risultati in tempi brevi. Il panorama è ampio e, senza dimenticare di chiedere il parere di un nutrizionista o di un dietologo, molte sono le diete studiate per ogni singola persona.

Dieta dimagrante

Per chi ritiene di avere solo pochi chili di troppo è possibile perderne 2 in appena tre giorni seguendo i regimi alimentari detti ipocalorici. L’obiettivo, in questo caso, non è solo perdere peso ma acquisire maggiore consapevolezza di uno stile alimentare errato per correggerlo introducendo alimenti sani, equilibrati ed economici. Una volta acquisita tale consapevolezza, la dieta dei tre giorni passa dal punto di partenza della volontà di cambiare una scorretta alimentazione al mantenimento mensile del benessere fisico raggiunto grazie ad esso.

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