Anticorpi tiroidei alti, bassi e valori normali

Sempre nella tiroide si concentra un’altra classe di anticorpi e servono per correggere gli errori compiuti dal sistema immunitario. Per questo motivo vengono detti autoanticorpi e si dividono in anti –tireoperossidasi (TPO) anti – tireoglobulina (TgAb) e in immunoglobuline stimolanti (TSI) e inibenti il TSH (TBII).

Anticorpi tiroidei alti

Tutte e quattro le tipologie si possono rilevare sia nel sangue sia nelle urine in percentuali differenti. È importante ribadire che cos’è la tiroide. Si tratta di una ghiandola posta tra la gola e la trachea e la sua funzione primaria è quella di regolare il metabolismo ovvero di quell’insieme di processi che permettono l’assorbimento dell’energia necessaria al benessere fisico e proveniente dagli alimenti che vengono elaborati dall’apparato digerente.

Per svolgere questo compito la tiroide produce molteplici sostanze con compiti specifici. Il TSH è un ormone che si occupa di distribuire equamente gli altri ormoni tiroidei circolanti nel sangue e nelle urine. Coordinamento che potrebbe essere impedito da un anomalo aumento degli anticorpi associati che segnalano patologie quali l’ipotiroidismo, l’ipertiroidismo, il morbo di Graves e la tiroidite di Hashimoto.

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Calcemia: Calcio alto, basso e valori normali

Il calcio si concentra soprattutto nelle ossa e, in generale, circola liberamente o ionizzato nel liquido ematico. Nella maggioranza dei casi è possibile rilevarlo anche in associazione ad altre sostanze, in particolar modo alle proteine. Tale elemento è poi fondamentale per l’organismo in quanto determina il funzionamento dell’apparato muscolare (contrazioni del cuore) del sistema nervoso, contribuisce nel mantenere stabile lo stato di salute di ossa regolando l’apporto dei sali minerali e gioca un ruolo non secondario anche nei processi di coagulazione del sangue.

Calcemia

Quando si calcola il quantitativo di calcio nel sangue si parla di calcemia i cui fattori di stabilizzazione sono dovuti dallo stile alimentare, dalla capacità dell’intestino di assorbirlo assieme alla vitamina D e dalle altre sostanze che regolano i processi biologico dell’organismo quali fosfati e alcune tipologie di ormoni (PTH, calcitonina, estrogeni).

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Linfociti alti, bassi e valori normali

Altri attori importanti per il sistema immunitario sono i linfociti che, in base alle aree dell’organismo in cui si concentrano, fanno parte di due grandi famiglie. I linfociti di tipo B sostano nel midollo osseo mentre quelli di tipo T hanno sede nel timo ed entrano in gioco anch’essi in caso di infezione in atto.

Linfociti alti

Quando i linfociti sono inferiori agli standard (1,5 – 3,5 x 109/l) si parla di linfocitopenia (o linfopenia) tipica nelle persone contagiate dal virus dell’HIV o con varie complicazioni e disfunzioni associate a cuore e reni mentre con la linfocitosi si ha un quantitativo in eccesso di linfociti che determina il sorgere di patologie infettive quali il citomegalovirus, la leucemia e la toxoplasmosi. È da aggiungere inoltre che la conta dei linfociti varia non solo da persona a persona ma anche in base all’età, soprattutto quando si deve eseguire un controllo della loro presenza nei bambini.

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Neutrofili alti, bassi e valori normali

Il quantitativo di neutrofili nel liquido ematico equivale a 2–7 x 109/l sono anch’essi parte integrante del sistema immunitario composto da leucociti (meglio noti come globuli bianchi). Tuttavia tale rapporto potrebbe variare in base all’etnia di appartenenza.

Neutrofili alti

Nello specifico, i neutrofili si occupano di contrastare le infezioni causate da batteri e funghi e, non avendo alcun tipo di colorazione distintiva sono considerati, appunto, neutri. Rispetto alle varie cellule che compongono le difese totali dell’organismo, i neutrofili sono presenti in quantitativi maggiori e vengono rilasciati dal midollo osseo in tempi molto brevi poiché la loro aspettativa di vita è molto bassa, non supera le 10 ore se sono liberamente circolanti nel liquido ematico e permangono per pochi giorni se si concentrano soprattutto nei tessuti lesionati o attaccati dagli agenti infettivi.

Tecnica di difesa principale dei neutrofili é la fagocitosi ovvero questa tipologia di globuli bianchi non fa altro che nutrirsi dei batteri considerati nocivi e “digerirli” per poi eliminarli definitivamente. Va ricordato che seppure i neutrofili rappresentano la maggioranza degli elementi che compongono il sistema immunitario, non hanno un quantitativo esatto e varia da persona a persona.

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Monociti alti, bassi e valori normali

Come è già stato più volte specificato, il liquido ematico è composto da molteplici sostanze ed elementi interdipendenti fra loro. Tra questi, i monociti, detti anche globuli bianchi, fanno parte in una percentuale molto ridotta (massimo 8%) dei leucociti totali. Questo significa che i monociti sono a tutti gli effetti parte integrante del sistema immunitario dell’organismo e agiscono soprattutto nelle aree infettate, inglobando e”digerendo” i batteri nocivi e provvedendo anche a contribuire nella sistemazione dei tessuti danneggiati.

Monociti alti

In generale, la presenza di monociti è molto ridotta ma dati i loro compiti, essi sono in grado di riprodursi molto velocemente in caso di infezione e stati di malessere dell’organismo per poi tornare nella soglia standard una volta stabilito l’ordine. Tuttavia, se l’aumento dei monociti non rientra nei parametri secondo i tempi previsti e permane nel tempo allora ciò potrebbe segnalare patologie gravi che vanno a ledere il midollo osseo e la comparsa di un qualche tipo di leucemia. Tra le varie malattie determinate da un aumento anomalo dei monociti vanno ricordate la brucellosi, la colite ulcerosa, l’endocardite, il linfoma di Hodgkin e la tubercolosi. Anche un quantitativo insufficiente di monociti, monocitopenia, può segnalare l’insorgere di una qualche malattia che può essere causata da un’infezione particolarmente acuta o da uno stile di vita troppo stressante.

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Citomegalovirus (CMV): IgG ed IgM

I citomegalovirus o, semplicemente, CMV sono dei virus che causano infezioni asintomatiche e si annida all’interno del midollo osseo e di solito risulta inattivo. Il fatto che il CMV sia molto diffuso e tendenzialmente inattivo non vuol dire che non causa dell’inasprimento di stati di malessere già diagnosticati.

Cytomegalovirus

I citomegalovirus possono riattivarsi durante la fase di gestazione, mettendola a rischio o portare un’involuzione negativa e pericolosa negli organismi che hanno subito un trapianto o sono infettati da altre patologie gravi come l’HIV. Quando si analizza l’attività dei CMV, i medici si concentrano su due tipi di anticorpi precisi come l’IgM (entrano in gioco nel momento stesso in cui qualcosa “risveglia” il virus) e l’IgG ( compaiono successivamente e rimangono all’interno dell’organismo per sempre).

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DHEA (solfato) alto, basso e valori normali

DHEA (solfato)

Prodotto dalle ghiandole surrenali il DHEA è un ormone steroideo presente nel liquido ematico e identificato anche come solfato il quale, a sua volta, è capace di tramutarsi in testosterone o estrogeno. Data la sua capacità di conversione in altri ormoni steroidei, la sua analisi cambia se si ha a che fare con soggetti maschili e femminili e in base all’età. In generale, aumenta tra i 30 e i 40 anni per poi calare progressivamente.

DHEA (solfato)

Il DHEA non viene calcolato singolarmente ma comparato con altri ormoni, senza dimenticare che la sua produzione può variare anche nell’arco delle 24 ore. L’aumento improvviso ed eccessivo dell’ormone DHEA potrebbe rilevare patologie come l’ovaio policistico e disfunzioni che interessano proprio le ghiandole surrenali che producono un alto quantitativo di androgeni mentre una scarsa presenza di DHEA rileva un’alta percentuale di cortisolo e disfunzioni dei reni causate dal morbo di Addison.

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CA-125 alto, basso e valori normali

CA-125 alto

Il CA 125 è una proteina presente nel sistema circolatorio che si rivela sia nei tessuti sani sia in quelli lesionati ma della quale ancora si stanno studiando le proprietà specifiche. Un maggiore quantitativo di CA 125 nel sangue lo si riscontra nei casi di gravidanza e ciclo mestruale ma anche se si ha a che fare con infiammazioni e fibromi sviluppatisi nell’organismo oltre che segnalare una qualche forma di cancro.

CA-125 alto

In caso di tumori, il CA 125 non determina la tipologia specifica del male stesso e quindi la sua analisi viene affiancata da altri testi più chiarificatori. In generale, se si ha a che fare con un tumore benigno, i valori eccessivi di CA 125 sono collegati all’insorgere di endometriosi, cirrosi, pancreatite e peritonite acuta e, in una minima percentuale anche ai primi tre mesi di gestazione o a nessun malessere in particolare.

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Troponina alta, bassa e valori normali

Troponina

La troponina è un’altra proteina circolante nell’organismo umano e in particolare si concentra all’interno dei muscoli volontari permettendone la contrazione ed è a sua volta suddivisa nei domini I, C e T. Nelle persone in condizioni di salute ottimali, la troponina è presente nel liquido ematico ma non è possibile rilevarla. Si presenta solo nel momento in cui sta per sopraggiungere un infarto e il suo livello si mantiene alto nelle prime ore successive al malore per poi diminuire gradualmente dopo circa due settimane.

Troponina

Quanto si riscontra un’alta percentuale di troponina nel sangue è possibile prevenire il rischio di disfunzioni cardiovascolari improvvise ma può anche essere un campanello di allarme per altri eventi rischiosi per l’organismo come l’ictus e le patologie legate a polmoni e reni. Non vi è alcuna patologia collegata a un’insufficiente presenza di troponina nel corpo anche perché, come è già stato accennato, non è possibile rilevarla in condizioni di salute normali ma l’aumento può essere determinato dall’eccessiva assunzione di bevande alcoliche, dalla dermatomiosite, dalla miocardite o da disfunzioni cardiache, renali e polmonari.

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Toxoplasmosi: IgG e/o IgM alti e valori normali

Molto diffuso tra gli animali, il toxoplasma gondii è un protozoo parassita intracellulare che può infettare anche gli l’essere umano se entra in contatto con feci animali o se mangia carne cruda e verdure non disinfettate accuratamente. Il responsabile della toxoplasmosi si può annidare anche nell’organismo del proprio animali domestico, in particolare nei gatti.

Toxoplasmosi

La sintomatologia legata alla toxoplasmosi è molto simile al banale stato influenzale ma, se non curato, è molto pericoloso, soprattutto per le donna in stato interessante e il feto in fase di sviluppo che, oltre ad aumentare il rischio di malformazioni, può causare difficoltà respiratorie, di coordinazione, convulsioni e problemi alla vista oltre che frequenti mal di testa.Sempre per quanto riguarda la gestante, i rischi al feto aumentano dal terzo mese di gravidanza mentre nel primo mese potrebbe anche causare un aborto.

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