Alfafetoproteina alta, bassa e valori normali

Con alfa – feto proteina (AFP) si intende quella sostanza prodotta solo ed esclusivamente dal fegato del futuro nascituro e, al momento della nascita, la loro concentrazione aumenta notevolmente per poi abbassarsi in tempi molto brevi. Quando si tratta con donne non in gravidanza e degli adulti in generale, l’alfa – feto proteina non dovrebbe superare i 6.0 ng/ml.

Alfafetoproteina alta

L’aumento anomalo dell’AFP potrebbe diagnosticare complicazioni per la salute del feto o mentre per i soggetti adulti si potrebbe avere a che fare con patologie gravi come tumori negli organi riproduttivi o disfunzioni del fegato (carcinoma epatocellulare, epatoblastoma, epatite, cirrosi). Nello specifico, ci possono essere diverse tipologie di alfa – feto proteina ed è per questo motivo che solitamente la verifica delle stesse viene nominata alfa – feto proteina totale, per non escludere nessuna incognita medica e per monitorare la reazione dell’organismo alle cure, qualora sia stata diagnosticata una delle patologie sopra elencate.

Leggi tutto

DHEA (solfato) alto, basso e valori normali

DHEA (solfato)

Prodotto dalle ghiandole surrenali il DHEA è un ormone steroideo presente nel liquido ematico e identificato anche come solfato il quale, a sua volta, è capace di tramutarsi in testosterone o estrogeno. Data la sua capacità di conversione in altri ormoni steroidei, la sua analisi cambia se si ha a che fare con soggetti maschili e femminili e in base all’età. In generale, aumenta tra i 30 e i 40 anni per poi calare progressivamente.

DHEA (solfato)

Il DHEA non viene calcolato singolarmente ma comparato con altri ormoni, senza dimenticare che la sua produzione può variare anche nell’arco delle 24 ore. L’aumento improvviso ed eccessivo dell’ormone DHEA potrebbe rilevare patologie come l’ovaio policistico e disfunzioni che interessano proprio le ghiandole surrenali che producono un alto quantitativo di androgeni mentre una scarsa presenza di DHEA rileva un’alta percentuale di cortisolo e disfunzioni dei reni causate dal morbo di Addison.

Leggi tutto

CA-125 alto, basso e valori normali

CA-125 alto

Il CA 125 è una proteina presente nel sistema circolatorio che si rivela sia nei tessuti sani sia in quelli lesionati ma della quale ancora si stanno studiando le proprietà specifiche. Un maggiore quantitativo di CA 125 nel sangue lo si riscontra nei casi di gravidanza e ciclo mestruale ma anche se si ha a che fare con infiammazioni e fibromi sviluppatisi nell’organismo oltre che segnalare una qualche forma di cancro.

CA-125 alto

In caso di tumori, il CA 125 non determina la tipologia specifica del male stesso e quindi la sua analisi viene affiancata da altri testi più chiarificatori. In generale, se si ha a che fare con un tumore benigno, i valori eccessivi di CA 125 sono collegati all’insorgere di endometriosi, cirrosi, pancreatite e peritonite acuta e, in una minima percentuale anche ai primi tre mesi di gestazione o a nessun malessere in particolare.

Leggi tutto

Beta hCG: test, valori e gravidanza

Tra i vari test e le analisi che vengono eseguite durante la fase di gestazione va ricordato il Beta hCG. L’hCG che interamente si scioglie con gonatropina corionica umana è un ormone contenente caratteristiche ascrivibili ad altri ormoni quali l’LH (luteinizzante) l’FSH (follicolo – stimolante) e il TSH (riferito alle produzioni di pertinenza della tiroide). Si divide in due sub unità, unità Alfa e unità Beta.

Beta hCG test, valori e gravidanza

Nello specifico il Beta hCG rivela numerose similitudini con l’ormone luteinizzante LH ma, rispetto al primo, il secondo è presente nell’organismo femminile anche quando non vi è una gravidanza in atto. Alla fine del periodo gestazionale (parto e/o aborto spontaneo) i valori di Beta hCG subiscono una drastica diminuzione e se si mantengono alti al di fuori di questa fase allora potrebbero segnalare la formazione di tumori alle ovaie e, negli uomini, ai testicoli.

Leggi tutto

Prolattina alta, bassa e valori normali

Strettamente connesso all’ipotalamo e individuato attraverso il prelievo di un campione sanguigno, la prolattina è un ormone prodotto dall’ipofisi e, a livello molecolare, assomiglia all’ormone della crescita (GH). La prolattina ha la funzione di controllare la produzione di dopamina e, nelle donne, ha un ruolo considerevole durante la fase di sviluppo e quella dell’allattamento, oltre che capace di determinare il desiderio sessuale.

Prolattina

La prolattina è un ormone presente soprattutto nei soggetti femminili e nei neonati mentre nell’uomo non si sa ancora bene quali funzioni ricopra all’interno dell’organismo. Non esiste un trattamento specifico per quanto riguarda un basso indice di prolattina mentre i casi di iperprolattinemia determinano, nelle donne, anomalie nel flusso mestruale e nella produzione di latte e negli uomini una diminuzione della produzione di testosterone. In entrambi i casi, un alto tasso di prolattina determina un calo del desiderio sessuale, complicazioni nei processi che si creano al momento del concepimento e potrebbe segnalare l’osteoporosi.

Leggi tutto

LDL (colesterolo cattivo): alto, basso e rischi

Se l’HDL è il colesterolo buono atto a trasportare e distribuire le proteine e le sostanze nutritive lungo l’intero organismo, il colesterolo cattivo svolge il compito opposto e, come è già stato più volte ripetuto, compare sotto il nome di LDL.

LDL (colesterolo cattivo)

Il colesterolo cattivo, rilevato in quantità elevate una volta eseguito il profilo lipidico, impedisce la naturale circolazione del sangue accumulandosi e ostruendo i canali che costituiscono l’intero sistema cardiovascolare con il rischio di causare infarti e altre complicazioni cardiache.

Nello specifico, una presenza massiccia di trigliceridi determina l’innalzamento di LDL. Questo seguendo la formula Friedelwald che calcola il colesterolo cattivo sottraendo, al colesterolo totale, i valori di HDL (colesterolo buono) e quelli dei trigliceridi (H).

Leggi tutto

HDL (colesterolo buono): alto, basso e rischi

Nel post dedicato all’analisi del colesterolo totale può sembrare che la sostanza in sé è potenzialmente dannosa per la salute ma non è così. Esiste anche il colesterolo buono. Il lato positivo del colesterolo è che, presente nelle giusti quantità, permette di svolgere diverse funzioni benefiche. La sua sigla di riferimento è HDL che, tradotto, vuol dire lipoproteine ad alta densità.

HDL (colesterolo buono)

In questo caso, alti valori di HDL permettono di contrastare la quantità di colesterolo cattivo che può diffondersi e creare problemi al sistema cardiocircolatorio. Nello specifico, se il colesterolo buono si mantiene al di sopra dei 60 mg/Dl è molto facile che non si rischi di contrarre i problemi cardiaci ampiamente descritti non solo nell’articolo dedicato al colesterolo totale (e già citato precedentemente) ma anche in quello che descrive il profilo lipidico.

Se si ha un quantitativo che varia dagli 80 ai 100 mg/Dl di colesterolo buono, allora è probabile che l’organismo stia reagendo a degli elementi ritenuti nocivi per la salute o che stia cercando di avvisare il paziente che ha subito un qualche tipo di intossicazione derivanti da alcol, metalli pesanti o pesticidi. Se risultano inferiori ai 60 mg/Dl vuol dire che lo stile di vita è troppo sedentario e si consiglia un po’ di attività fisica oltre che maggior attenzione all’alimentazione in generale.

Leggi tutto

PSA libero e ratio: tumore alla prostata?

Il PSA libero o free con conseguente rapporto (ratio) è un altro tipo di analisi che interessa sempre l’Antigene Prostatico Specifico del quale si è già precedentemente parlato. Secondo l’età, i valori dell’antigene cambiano e, nello specifico, negli uomini di un’età compresa tra i 50 e i 60 anni il rapporto del PSA libero risulta, per il 49% dei pazienti esaminati di 0.10. Percentuale che si alza tra gli over 60 (57%) e gli over 70 (64%).

PSA libero

Come è stato accennato, il PSA è una proteina che ha il compito di nutrire e favorire i movimenti degli spermatozoi ma la sua analisi avviene nel momento stesso in cui l’antigene non si lega alle proteine atte alla sua diffusione. Se aumenta solo il PSA free è molto probabile che si ha a che fare con un’ipertrofia prostatica mentre un aumento del PSA legato potrebbe invece determinare una patologia tumorale della prostata. Nella ratio, è quest’ultimo valore che viene preso in considerazione durante i test di verifica.

Il rapporto vigente tra il PSA libero e il PSA totale è considerato normale quando è inferiore a 4 ma se esso supera tale valore fino ad arrivare a 10 allora il rischio di aver contratto un cancro alla prostata è molto alto. In parole povere, i risultati delle analisi si dividono in due categorie fondamentali; nel rapporto PSA libero/totale una bassissima percentuale dei valori indica il tumore, al contrario, se risulta molto alta allora la diagnosi si dirigerà verso l’ipertrofia prostatica.

Leggi tutto

PSA totale: alto, basso, cause ed altro

Con l’acronimo PSA si indica l’Antigene Prostatico Specifico ovvero una proteina prodotta dalla prostata, una ghiandola presente negli organi genitali maschili il cui compito è di emettere il liquido seminale del quale gli spermatozoi si nutrono e attraverso la quale possono muoversi più agevolmente.

psa totale

Il livello di PSA cambia a seconda dell’età dell’uomo e non dovrebbe superare i 4 ng/ml (nanogrammo per millimetro). Con l’avanzare dell’età (dai 60 agli 80 anni) il livello dell’Antigene Prostatico Specifico aumenta dai 4.5 ng/mg ai 7.5 ng/ml. Alcune quantità della proteina descritta si espandono anche nel sangue e analizzarne i livelli permette di diagnosticare per tempo eventuali tumori o infiammazioni della prostata. Tuttavia non è detto che le cause del PSA alto indichino un cancro, le cause possono essere altre ed è anche possibile che un paziente con un tumore alla ghiandola prostatica, in seguito al test, risulti completamente nella norma. In generale, se si hanno livelli troppo bassi di PSA (2 ng/ml) il medico potrebbe rilevare comunque un tumore della quale però non sono pervenuti dei sintomi rivelatori.

Leggi tutto