LDL (colesterolo cattivo): alto, basso e rischi

Se l’HDL è il colesterolo buono atto a trasportare e distribuire le proteine e le sostanze nutritive lungo l’intero organismo, il colesterolo cattivo svolge il compito opposto e, come è già stato più volte ripetuto, compare sotto il nome di LDL.

LDL (colesterolo cattivo)

Il colesterolo cattivo, rilevato in quantità elevate una volta eseguito il profilo lipidico, impedisce la naturale circolazione del sangue accumulandosi e ostruendo i canali che costituiscono l’intero sistema cardiovascolare con il rischio di causare infarti e altre complicazioni cardiache.

Nello specifico, una presenza massiccia di trigliceridi determina l’innalzamento di LDL. Questo seguendo la formula Friedelwald che calcola il colesterolo cattivo sottraendo, al colesterolo totale, i valori di HDL (colesterolo buono) e quelli dei trigliceridi (H).

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HDL (colesterolo buono): alto, basso e rischi

Nel post dedicato all’analisi del colesterolo totale può sembrare che la sostanza in sé è potenzialmente dannosa per la salute ma non è così. Esiste anche il colesterolo buono. Il lato positivo del colesterolo è che, presente nelle giusti quantità, permette di svolgere diverse funzioni benefiche. La sua sigla di riferimento è HDL che, tradotto, vuol dire lipoproteine ad alta densità.

HDL (colesterolo buono)

In questo caso, alti valori di HDL permettono di contrastare la quantità di colesterolo cattivo che può diffondersi e creare problemi al sistema cardiocircolatorio. Nello specifico, se il colesterolo buono si mantiene al di sopra dei 60 mg/Dl è molto facile che non si rischi di contrarre i problemi cardiaci ampiamente descritti non solo nell’articolo dedicato al colesterolo totale (e già citato precedentemente) ma anche in quello che descrive il profilo lipidico.

Se si ha un quantitativo che varia dagli 80 ai 100 mg/Dl di colesterolo buono, allora è probabile che l’organismo stia reagendo a degli elementi ritenuti nocivi per la salute o che stia cercando di avvisare il paziente che ha subito un qualche tipo di intossicazione derivanti da alcol, metalli pesanti o pesticidi. Se risultano inferiori ai 60 mg/Dl vuol dire che lo stile di vita è troppo sedentario e si consiglia un po’ di attività fisica oltre che maggior attenzione all’alimentazione in generale.

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Colesterolo totale alto, basso ed interpretazione

Il colesterolo costituisce le membrane cellulari di tutti gli apparati che operano al corretto funzionamento dell’intero organismo. Grazie ad esso è possibile sintetizzare molteplici sostanze basilari per lo sviluppo, la crescita, la riproduzione e la distribuzione delle sostanze nutrienti.

Colesterolo

In circostanze normali, il corpo stesso, da solo, produce il 75% del colesterolo totale necessario all’organismo e ciò che resta viene assunto tramite una specifica tabella alimentare. È possibile che una falla nella produzione di questo elemento sia ereditaria e se non viene tenuta sotto controllo i rischi per il benessere fisico sono molti. In primo luogo, il colesterolo è una delle cause principali dei problemi del sistema cardiaco e circolatorio.

Tra le altre cause che determinano un errato livello di colesterolo nell’organismo vanno ricordate anche un’alimentazione sbagliata all’interno della quale si assumono cibi troppo grassi e difficili da assimilare. Il colesterolo in eccesso, infatti, va ad attecchire lungo le pareti dei vasi sanguigni e man mano che si accumula va ad impedire il regolare passaggio del sangue.
Per capire i livelli di colesterolo, quindi, va stilato un profilo lipidico. In base ai grassi totali circolanti nell’organismo, il medico po’ quindi stimare fino a che punto il paziente rischia le complicazioni cardiovascolari sopra descritte e da qui, concordare una terapia adeguata di cura e prevenzione. Si ricorda che quando il colesterolo è eccessivamente alto (ipercolesterolomia) questi non si rivela con sintomi specifici e per tale motivo il profilo lipidico può anche essere considerato un utile strumento di prevenzione.

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PSA libero e ratio: tumore alla prostata?

Il PSA libero o free con conseguente rapporto (ratio) è un altro tipo di analisi che interessa sempre l’Antigene Prostatico Specifico del quale si è già precedentemente parlato. Secondo l’età, i valori dell’antigene cambiano e, nello specifico, negli uomini di un’età compresa tra i 50 e i 60 anni il rapporto del PSA libero risulta, per il 49% dei pazienti esaminati di 0.10. Percentuale che si alza tra gli over 60 (57%) e gli over 70 (64%).

PSA libero

Come è stato accennato, il PSA è una proteina che ha il compito di nutrire e favorire i movimenti degli spermatozoi ma la sua analisi avviene nel momento stesso in cui l’antigene non si lega alle proteine atte alla sua diffusione. Se aumenta solo il PSA free è molto probabile che si ha a che fare con un’ipertrofia prostatica mentre un aumento del PSA legato potrebbe invece determinare una patologia tumorale della prostata. Nella ratio, è quest’ultimo valore che viene preso in considerazione durante i test di verifica.

Il rapporto vigente tra il PSA libero e il PSA totale è considerato normale quando è inferiore a 4 ma se esso supera tale valore fino ad arrivare a 10 allora il rischio di aver contratto un cancro alla prostata è molto alto. In parole povere, i risultati delle analisi si dividono in due categorie fondamentali; nel rapporto PSA libero/totale una bassissima percentuale dei valori indica il tumore, al contrario, se risulta molto alta allora la diagnosi si dirigerà verso l’ipertrofia prostatica.

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PSA totale: alto, basso, cause ed altro

Con l’acronimo PSA si indica l’Antigene Prostatico Specifico ovvero una proteina prodotta dalla prostata, una ghiandola presente negli organi genitali maschili il cui compito è di emettere il liquido seminale del quale gli spermatozoi si nutrono e attraverso la quale possono muoversi più agevolmente.

psa totale

Il livello di PSA cambia a seconda dell’età dell’uomo e non dovrebbe superare i 4 ng/ml (nanogrammo per millimetro). Con l’avanzare dell’età (dai 60 agli 80 anni) il livello dell’Antigene Prostatico Specifico aumenta dai 4.5 ng/mg ai 7.5 ng/ml. Alcune quantità della proteina descritta si espandono anche nel sangue e analizzarne i livelli permette di diagnosticare per tempo eventuali tumori o infiammazioni della prostata. Tuttavia non è detto che le cause del PSA alto indichino un cancro, le cause possono essere altre ed è anche possibile che un paziente con un tumore alla ghiandola prostatica, in seguito al test, risulti completamente nella norma. In generale, se si hanno livelli troppo bassi di PSA (2 ng/ml) il medico potrebbe rilevare comunque un tumore della quale però non sono pervenuti dei sintomi rivelatori.

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