Ormoni Tiroidei T3/T4: alti, bassi e valori normali

Sugli ormoni tiroidei era già stato accennato qualcosa, in particolare sul T3 (triiodotirotina) e sul T4 (tiroxina) denominati anche, rispettivamente FT3 e FT4. Questi ormoni sono mediatori importanti per il metabolismo e per la fase di sviluppo. Nelle analisi, oltre al TSH viene automaticamente preso in considerazione anche il livello di T4 o tiroxina per capire se si ha a che fare con casi di ipotiroidismo o ipertiroidismo. In un secondo momento e per ulteriori approfondimenti, subentra anche la verifica del T3.

Ormoni Tiroidei T3T4

Oltre a segnalare eventuali disfunzioni nel metabolismo e nello sviluppo, i valori anomali di T3 e T4 possono essere rilevati anche nel caso in cui il medico ha a che fare con una gestante che non ha ancora superato i primi tre mesi di gravidanza. Fondamentalmente, l’esame di questi specifici ormoni tiroidei viene richiesto solo per determinare l’ipotiroidismo ( i sintomi sono aumento del peso corporeo, difficoltà nel processo digestivo che comporta, a sua volta, un senso di gonfiore. Debolezza, flusso mestruale irregolare ed eccessiva intolleranza al freddo) o l’ipertiroidismo. In questo caso il paziente soffre di ansia e tachicardia, una perdita di peso improvvisa e non naturale, tremori e dissenteria oltre che problematiche oculari che determinano al loro volta una forte intolleranza nei confronti delle fonti di luce.

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PCR e hsCRP: valori alti, bassi e normali

Con PCR si ha la sigla che identifica la proteina C-Reattiva il cui compito è di sostenere il sistema immunitario nella lotta contro batteri e sostanze nocive per l’organismo. Prodotta dal fegato e presente nel liquido ematico, la proteina C-Reattiva viene solitamente calcolata in seguito ad un intervento chirurgico e se ci sono infezioni in atto come la sepsi oltre che controllare lo stadio di malattie perenni come il lupus o la vascolite.

proteina C-Reattiva

L’analisi del PCR è solitamente affiancato al test della VES ed è importante anche per capire se il paziente in esame è particolarmente soggetto a problemi cardiaci. Il quantitativo standard della proteina C-Reattiva è di 1,0 mg/L. al di sopra di questo valore (dall’1,0 mg/L ai 3,0 mg/L) possono sopraggiungere diversi stadi di rischio di contrarre le patologie sopra indicate. Al di sopra degli 8 mg/L comunque non si parla più di rischio ma di infezione vera e propria e anche molto grave.

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Transaminasi ALT e AST: valori alti bassi e normali

Altri enzimi importanti per l’elaborazione biochimica degli amminoacidi sono le transaminasi. In particolare, le transaminasi più importanti corrispondono alle sigle ALT (Alanina Amino Transferasi) e AST (Aspartato Amino Transferasi). Nelle analisi possono anche essere indicate, rispettivamente, con le sigle GPT e GOT.

Transaminasi ALT e AST

Tali enzimi si concentrano nel fegato e se quest’ultimo presenta un qualsiasi tipo di malfunzionamento allora si riversano automaticamente nel sistema circolatorio, superando di gran lunga i quantitativi accettabili. L’ALT è un enzima che risiede principalmente nelle cellule epatiche mentre l’AST lo si può riscontrare anche in altri organi vitali come il cuore e i reni oltre che lungo l’intero apparato muscolatorio. Le patologie al fegato prendono quindi in considerazione soprattutto l’ALT che se si presenta in percentuali pari o superiori all’AST indica lesioni epatiche non dovute necessariamente all’abuso di alcol e di cibo spazzatura. In quest’ultimo caso, più concentrazione di AST determina la formazione di cirrosi e tumori.

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Amilasi pancreatica alta, bassa e valori normali

Se con la lipasi pancreatica si identificano quegli enzimi che si occupano dell’assimilazione dei grassi all’interno dell’organismo, all’amilasi fanno invece riferimento quegli enzimi che si occupano dei carboidrati complessi.

Amilasi

Nello specifico, la produzione di questi enzimi si concentra, oltre che nel pancreas, anche nella bocca (dove risiedono le ghiandole salivari) nelle ovaie e nel fegato e, in fase di gestazione confluiscono anche nella placenta. Come già è stato accennato nel post riguardante la lipasi pancreatica, il test dell’amilasi viene eseguito per essere certi che un’eventuale alterazione sia riferibile alla pancreatite acuta mentre per quanto riguarda la diagnosi di una pancreatite cronica, ai valori sballati di tali enzimi vanno ricordati, tra le possibili cause, l’alcolismo e la fibrosi cistica.

Rispetto alla lipasi pancreatica che si mantiene alta per un periodo di tempo più lungo, l’innalzamento dell’amilasi è temporaneo ma non determina il grado di gravità della patologia per la quale viene eseguita l’analisi né viene considerata un indice specifico per una diagnosi precisa.

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Emoglobina bassa, alta e valori normali

Con l’emoglobina glicata si intende determinare il livello di glicemia nel sangue mentre con l’analisi della semplice emoglobina, una proteina rossa che favorisce il trasporto di ossigeno nel sangue.

Emoglobina

Nello specifico, l’emoglobina (Hb) è una sorta di fattorino che carica e distribuisce l’ossigeno sui globuli rossi dai quali, scarica l’anidride carbonica da influire nei polmoni che, a loro volta, procedono con l’eliminazione attraverso la respirazione.

Un insufficiente quantitativo di emoglobina può essere determinato dalla carenza di ferro (se ne parla abbondantemente nel post sulle analisi della ferritina) dall’ipotiroidismo (in questo caso si può consultare il post riguardante il TSH) o dalla carenza di Vitamina B12 e di folati oltre che da patologie che interessano il fegato e i reni. Anche un’eccessiva idratazione può causare un abbassamento di tale proteina nel sangue.

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FSH alto e valori normali

Altrimenti noto come follitropina, l’ormone follicolare FSH è importantissimo per valutare la fertilità di una donna, in quanto esso determina l’ovulazione e, per gli uomini, la formazione di spermatozoi (spermatogenesi).

FSH

Nello specifico, l’ormone FSH produce i follicoli all’interno delle ovaie che rilasciano, una volta pronto, l’ovulo da fecondare, oltre che determinare il livello di FSH totale. Con il passare dell’età i follicoli diminuiscono sempre di più e in particolare durante il flusso mestruale.

L’innalzamento di FSH, nella donna, è pari alla diminuzione dei follicoli totali. La verifica del quantitativo di FSH avviene, solitamente, durante il terzo giorno del ciclo mestruale. Il valore ideale sarebbe tra i 10 e i 15 mlU/ml, se si desidera il concepimento e la gravidanza.

Al di sopra dei 15 mlU/ml la fertilità è notevolmente compromessa ma questo non vuol dire che la paziente risulta completamente sterile. Il concepimento, tuttavia, sarà molto difficile. Se i valori variano dai 10 ai 15 mlU/ml, allora è molto probabile che la paziente stia entrando nella fase della menopausa mentre un valore inferiore ai 10 mlU/ml è considerato ottimo per un’eventuale gravidanza.

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Creatinina nel sangue: alta, bassa e valori normali

La creatinina è una sostanza che si assume soprattutto quando l’alimentazione risulta particolarmente ricca di proteine animali, presenti soprattutto nella carne. I reni sono gli organi incaricati di eliminare dall’organismo la creatinina in eccesso. Quando essa viene sgretolata però è in grado di produrre l’apporto calorico necessario e importante per il mantenimento e la cura del tessuto muscolare.

Creatinina

I reni filtrano e direzionano la creatinina verso le urine le quali, a loro volta, costituiscono il campione di base per le analisi di laboratorio atte a determinare i livelli di sostanze nocive eliminate. In questo caso si utilizza un marcatore in grado di stabilire la filtrazione glomerulare dei reni stessi.

La filtrazione glomerulare (eGFR) standard dovrebbe essere superiore ai 60 ml/min/BSA. Tuttavia i valori possono cambiare poiché il medico prende in considerazione il peso effettivo, la massa muscolare, il sesso e l’età del paziente preso in esame. In più non viene presa in esame solo il livello di creatina nelle urine ma si considera anche la velocità con la quale i reni producono le urine stesse.

In generale, è difficile riscontrare livelli di creatinina troppo bassi e in quei casi il soggetto presenta una muscolatura non sufficientemente sviluppata (atrofia muscolare) oppure, se si tratta di una donna, è probabile che ci sia una gravidanza in atto. Se invece la creatinina risulta eccessiva il GFR (velocità di filtrazione glomerulare) è troppo basso e potrebbe indicare probabili disfunzioni o complicazioni renali.

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TSH alto, basso e valori normali: quale significato?

Il TSH è un ormone che regola la presenza nel sangue degli ormoni tiroidei T3 e T4. Il TSH viene prodotto dall’ipofisi, ghiandola che lavora in collaborazione con l’ipotalamo e la tiroide, importanti per il metabolismo dell’intero organismo. I valori accettati sono compresi tra 0.3 e 5 mIU/l.

TSH

Lo scompenso di TSH nel sangue avviene sia nel caso di ipertiroidismo sia in quello di ipotiroidismo e i rispettivi sintomi sono illustrati nella pagina dedicata alla tiroide in generale. Se il problema si concentra nell’ipofisi, ghiandola atta a produrre il TSH appunto, allora vi è anche una qualche disfunzione nell’ipotalamo, produttore di un altro ormone ancora, il TRH.
Solitamente l’esame del TSH viene eseguito prima di verificare i livelli di T4 presenti nel sangue.

Un eccesso di THS, in generale, indica che la tiroide non reagisce come dovrebbe a questo tipo di ormone (ipotiroidismo) e solo raramente indica un tumore o un malfunzionamento dell’ipofisi. Se invece si riscontrano livelli di TSH insufficienti, allora è molto probabile che il soggetto soffra di ipertiroidismo. I risultati dei livelli di TSH non indicano al medico la causa del problema in sé, essi sono però sufficienti per dare il via libera a ulteriori approfondimenti, qualora non risultino nella norma.

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Glicemia alta o bassa: hai il diabete?

La glicemia equivale allo zucchero (o anche detto glucosio) presente nel sangue e, quando si è a stomaco vuoto, i suoi valori ritenuti nella norma si aggirano tra i 70/99 mg/Dl e rimangono comunque al di sotto dei 140 mg/Dl dopo i pasti. Quando questi valori superano la norma allora si hanno casi di pre-diabete (che presi per tempo permettono di valutare una terapia preventiva, evitando patologie più gravi) o diabete vero e proprio.

Glicemia

È da aggiungere che, se i valori di glicemia non superano i 60 mg/Dl, allora si ha un caso di ipoglicemia e non va sottovalutato in quanto gli zuccheri sono comunque importanti per il fabbisogno energetico dell’intero organismo.

Che si abbiano bassi o alti indici glicemici, la sintomatologia non cambia e comprende sensazioni di stanchezza, sete, affaticamento in generale, diminuzione improvvisa del peso corporeo e diuresi eccessiva quando si hanno alti valori di glicemia e sudorazione, fame, tremori e ansia quando i valori di glicemia sono insufficienti.

Per valutare correttamente il quantitativo di glicemia presente nel sangue vengono solitamente effettuati più test (basati su campioni ematici) che vengono ripetuti a distanza di pochi giorni. Tutto ciò al fine di stilare una diagnosi che sia il più precisa possibile. Se i risultati non concordano fra loro, allora gli stessi esami verranno eseguiti a distanza di 60 – 90 giorni.

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Emoglobina glicata (HbA1c): alta, bassa e valori normali

Tra i test che vengono eseguiti per determinare i valori di glicemia nel sangue, va ricordato anche l’emoglobina glicata. Attraverso essa si esegue una media di tutti i dati raccolti da un esame all’altro. Il nome del test è sintetizzato nella sigla A1c (emoglobina glicosilata) o HbA1c (emoglobina) e viene misurata con il rapporto mmol/mol. I valori nella norma presentano un’emoglobina glicata pari a 20/39 mmol/mol.

Emoglobina glicata (HbA1c)

Nello specifico, l’emoglobina glicata viene effettuata anche per capire il tipo di diabete contratto dal soggetto in esame e per evitare anche peggioramenti e rischi per la salute determinati dalla neuropatia, dalla nefropatia o da qualsiasi tipo di cardiopatia.

In generale, l’emoglobina non è altro che un tipo di proteina che, legandosi ai globuli rossi, incaricati di trasportare e distribuire l’ossigeno. Se la concentrazione di tale proteina nel sangue è alta, di conseguenza anche l’indice glicemico risulta sballato e indica una forma di diabete. Se questa malattia non è presente nel paziente che si sottopone a questo esame, allora i valori standard dovrebbero aggirarsi tra il 4% e il 6% mentre per i diabetici, la percentuale risulta superiore all’8%. Si è a rischio di diabete se si hanno percentuali che vanno dal 6% al 6,5%.

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