Epatite C: test, marker ed esami

L’HCV è il virus che intacca il fegato e l’insorgere dell’epatite C. altri virus collegati al fegato e che ne causano l’infezione sono le epatiti A, B (con rischio di contagio) D, E e G. Per quanto riguarda solo ed esclusivamente il virus dell’epatite C (HCV) esso non è considerato trasmissibile e quindi contagioso. Non sono ancora stati rilevati farmaci o sostanze in grado di combatterlo anche perché, è considerata una patologia asintomatica. Ovvero, chi è affetto da epatite C non riscontra, di solito, alcun sintomo identificativo. Tuttavia sono in corso sperimentazioni e ricerche in campo medico scientifico per trovare un vaccino.

Epatite C

È però necessario fare un controllo o un esame del sangue periodico per capire se vi è o meno tale malattia perché potrebbe favorire l’insorgere di altre patologie più o meno gravi e sempre inerenti al fegato (disfunzioni varie, cirrosi, tumori). In questo caso, i sintomi si manifestano sotto forma di dolori agli addominali, senso di spossatezza, colorazione giallastra dell’epidermide e inappetenza.

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L’analisi della bicarbonatemia

Il bicarbonato è un’altra sostanza elettrolitica, con valore negativo, che circola nell’organismo e che, solitamente, viene filtrata dai reni. Per capire quanti ioni di bicarbonato ci sono, viene eseguita l’analisi della bicarbonatemia, facente parte del quadro elettrolitico. Da qui è possibile capire il Ph e l’equilibrio degli elettroliti che si collocano all’interno dell’organismo e, se tale equilibrio risulta sballato allora si rischiano diverse patologie.

Bicarbonati alti

Un eccesso di bicarbonato, infatti, viene denominato Iperbicarbonatemia e ciò potrebbe causare disturbi e problemi al corretto funzionamento dell’apparato respiratorio, alcalosi metabolica e le sindromi di Conn e Cushing. Viceversa, la concentrazione insufficiente di ioni di bicarbonato, chiamata Ipobicarbonatemia, causa dissenteria, disfunzioni renali, acidosi metabolica, chetoacidosi diabetica e il morbo di Addison.

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Procalcitonina (PCT) alta, bassa e valori normali

Il PCT, sigla di Procalcitonina, è un ormone prodotto dalla tiroide che circola nel sangue in una percentuale molto ridotta. Di solito non dovrebbe superare il 0.15 ng/ml, a prescindere dall’età del soggetto.

Procalcitonina (PCT) alta

Quando nell’organismo è in corso un’infezione particolarmente grave ed estesa, il livello di PCT aumenta di conseguenza. Un aumento che può essere anche determinato quando è necessario operare il paziente o se a quest’ultimo sono stati diagnosticati problemi circolatori che lo mettono a rischio di arresto cardiaco. Quando si analizza il quantitativo di PCT nell’organismo, i medici prenderanno in considerazione anche il suo ormone equivalente, la calcitonina. Malgrado questa comunanza, l’esame del PCT non è da confondere con quello riguardante la calcitonina.

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Ormone della crescita (GH) alto, basso e valori normali

Quando si calcola la somatropina nel sangue si effettua un’analisi di un ormone specifico detto ormone della crescita o GH. Come è già stato più volte specificato, questo ormone e il suo quantitativo viene determinato dall’ipofisi e, soprattutto in fase di sviluppo, è basilare per una crescita sana ed equilibrata. Soprattutto per quanto riguarda la formazione dell’apparato scheletrico.

Ormone della crescita (GH)

Se i quantitativi di ormone GH risultano al di fuori dei livelli standard, inferiori o superiori che siano, si rischia l’insorgere di patologie molto gravi, da non sottovalutare. In media, le concentrazioni dell’ormone della crescita variano dai 0-01 – 0.97 ng/ml per gli uomini e 0.01 – 3.61 ng/ml per le donne. Per i soggetti che non hanno ancora raggiunto l’età adulta, lo standard di GH viene valutato a seconda di altri fattori.

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LDH (lattato deidrogenasi): alto, basso e valori normali

Con il lattato deidrogenasi (LDH) si indica un altro enzima presente all’interno del apparato circolatorio. Tuttavia, un’elevata concentrazione di tale organismo può determinare l’insorgere di patologie gravi e quindi da non sottovalutare. Quando si esegue la conta dell’LDH si prendono in considerazione anche altri enzimi che si concentrano in diverse aree del corpo. In generale vi sono 5 gruppi o tipologie di LDH identificate con una sequenza numerica.

LDH (lattato deidrogenasi)

Il lattato deidrogenasi di tipo 1 e 2, ad esempio, si concentrano principalmente nel cuore e nei reni mentre il tipo 3 interessa i polmoni, il tipo 4 nell’apparato muscolare, nel fegato e nei leucociti. Infine, l’LDH di tipo 5 lo si trova soprattutto nel fegato e nell’apparato scheletrico.

In generale, l’anomala produzione e diffusione di enzimi LDH nell’organismo sopraggiunge quando vi è un qualche tipo di abrasione dei tessuti e rileva stati di malessere quali ictus, infarti, anemie, infezioni, disfunzioni legate a fegato e reni, pancreatite e ostruzioni biliari, distacco della placenta, fratture ossee e distrofie muscolari. Nello specifico, l’eccessivo quantitativo di LDH potrebbe essere uno degli elementi rivelatori di un cancro all’apparato genitale maschile.

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Anticorpi anticitrullina alti, bassi e valori normali

Tra i vari anticorpi prodotto dalle difese immunitarie vi sono anche quelli classificati con la sigla CCP. Per esteso, si parla di anticorpi anti – citrullina e il loro quantitativo anomalo è caratteristico di chi soffre di artrite reumatoide.

Anticorpi anticitrullina

L’artrite reumatoide viene considerata una malattia autoimmune ed è un’infiammazione dell’organismo che causa dolore e irrigidimento, oltre che la malformazione degli arti, in particolare nelle mani. Di solito, tale patologia dovuta alla presenza oltremodo sbilanciata di anticorpi anti – citrullina insorge in pazienti di sesso femminile la cui età anagrafica varia dai 40 ai 50 anni e si sviluppa secondo tempi e forme diverse. Trattandosi di una patologia autoimmune non esiste una cura definitiva ma di solito si prescrivono dei farmaci adibiti a monitorarne il suo possibile sviluppo e per calibrare la produzione anomala di anticorpi CCP.

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Anticorpi anti muscolo liscio alti, bassi e valori normali

SMA, ASMA, anti – actina, anti F – Actina sono tutti anticorpi anti muscolo liscio (SMA) che possono andare a contrastare proteine importanti per il mantenimento delle funzioni adibite all’apparato muscolare. Nello specifico, questi autoanticorpi tendono ad eliminare l’actina e l’analisi della loro presenza viene effettuata quando al paziente sono state diagnosticate disfunzioni del fegato dovuti a patologie ereditarie o all’abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti.

Anticorpi anti muscolo liscio

In generale, gli anticorpi SMA non dovrebbero essere presenti nell’organismo e, in caso contrario, il loro quantitativo determina il livello di gravità e il tipo di epatite contratta. Una volta stabiliti i parametri all’interno della quale si analizzano questi anticorpi autoimmuni si procede con il monitoraggio della patologia riscontrata e come essa reagisce alla terapia farmacologica prescritta. Per valutare la loro presenza è sufficiente l’analisi di un campione di liquido ematico.

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Anticorpi anti-tireoglobulina alti, bassi e valori normali

Prima di parlare dell’anti – tireoglobulina è bene specificare che la tireoglobulina è una proteina specifica che risiede esclusivamente nelle cellule della tiroide. Quando in essa vi è una qualche disfunzione si attiva il suo anticorpo (anti –Tg) la cui concentrazione può indicare il tipo di patologia sorta e se è o meno autoimmune.

Anticorpi anti-tireoglobulina

Nello specifico, le malattie che possono sorgere quando si analizzano i dati concernenti l’anti – tireoglobulina sono i tumori alla tiroide, l’orticaria cronica e la tiroidite di Hashimoto. Queste ultime sono solitamente strettamente collegate fra loro, quando sorge una, si presenta anche l’altra. Va ricordato che la misurazione dell’effettivo quantitativo dell’anticorpo nell’organismo è importante quando il medico vuole accertarsi che la cura del tumore alla tiroide stia funzionando ma, in altri casi, potrebbe essere un semplice controllo delle funzioni svolte dalla tireoglobulina.

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Curva glicemica (OGTT) in gravidanza, diabete gestazionale e valori normali

Il diabete è una patologia che può presentarsi anche in gravidanza e, in questo contesto, viene chiamato diabete gestazionale. Il diabete gestazionale viene diagnosticato attraverso l’OGTT, la curva glicemica, in grado di capire le modalità di assorbimento del glucosio contenente negli zuccheri.

Curva glicemica (OGTT) in gravidanza

Prima di eseguire l’OGTT il medico si occuperà di controllare l’esatto quantitativo di zucchero presente nel liquido ematico per poi procedere con la somministrazione di circa 75 grammi di glucosio. La determinazione della curva glicemica richiede tempi molto lunghi, dalle 2 alle 3 ore, intervallati da prelievi sanguigni da monitorare. Ci sono tre tipi di curva glicemica, da 50, da 75 e da 100 gr che producono valori differenti riscontrati dopo 60 minuti dell’inizio dell’OGTT.

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Bicarbonati alti, bassi e valori normali

Il sangue non si occupa solo di trasportare l’ossigeno all’interno dell’organismo ma anche il bicarbonato, riscontrabile nell’analisi dell’anidride carbonica totale o esame della bicarbonatemia. Anche per questa sostanza vi sono dei quantitativi standard che garantiscono il corretto funzionamento e l’equilibrio elettrolitico generale dell’organismo.

Bicarbonati alti

Se si ha un quantitativo insufficiente di bicarbonato nel sangue (Ipobicarbonatemia) il paziente può soffrire di sintomatologie e patologie come l’acidosi metabolica o la chetoacidosi diabetica, la dissenteria, diverse disfunzioni legate ai reni e il morbo di Addison. Al contrario un elevato tasso di bicarbonato (iperbicarbonatemia) circolante nell’organismo può causare l’alcalosi metabolica, vomito e patologie che vanno ad intaccare il corretto funzionamento dell’apparato respiratorio. A questa situazione, inoltre, sono associate le sindromi di Conn e di Cushing.

Prima di sottoporsi al test che analizza l’anidride carbonica totale e la concentrazione di bicarbonato nel liquido ematico è bene tener presente che i risultati finali possono essere alterati dalle sostanze contenute in medicinali anche comuni come i diuretici e quelli a base di cortisone e derivati. Questo per quanto riguarda solo il bicarbonato, per quanto riguarda l’anidride carbonica, la sua concentrazione può essere manipolata da farmaci contenenti meticillina, nitrofurantoina o triamterene.

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