I test di Coombs

Ci sono due tipi di test di Coombs, quello diretto e quello indiretto e, rispettivamente, calcolano gli anticorpi liberi sulla superficie degli eritrociti o quelli che si legano alle molecole che interagiscono con i globuli rossi.

I test di Coombs

Gli eritrociti hanno sulle loro pareti esterne una serie di antigeni che servono per capire il gruppo sanguigno che identifica un organismo e sono di diversi tipi, tutti possono fungere da collegamento ad anticorpi che si attivano qualora insorgesse una specifica malattia.

Tra le varie patologie che vedono gli anticorpi attaccarsi agli antigeni che ricoprono gli eritrociti vi sono il lupus, il linfoma e varie infezioni dell’organismo considerate autoimmuni. Ancora, un’altra possibile causa di malessere individuato dal test di Coombs, possono essere alcuni medicinali come antibiotici che, a loro volta, possono causare l’anemia.

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Fosfatasi alcalina (ALP): alta, bassa e valori normali

Le fosfatasi indicano degli enzimi importanti per far sì che i processi chimici dell’organismo si manifestino nel minor tempo possibile e, nello specifico, esistono due tipologie fondamentali l’ACP (fosfatasi acida) e l’ALP (fosfatasi alcalina). Quest’ultima, a sua volta, interessa enzimi che si concentrano in particolar modo nel fegato, nelle ossa, nell’intestino e nel pancreas ma possono trovarsi anche nella placenta e nei reni.

Fosfatasi alcalina

L’esame delle fosfatasi avviene tramite l’analisi di un campione di liquido ematico e il loro quantitativo aumenta quando si prende in considerazione il fegato e l’interno delle ossa poiché le loro disfunzioni possono essere causate da un’anomalia nella produzione della fosfatasi alcalina (ALP). Nello specifico, un’alta concentrazione di ALP risulta nella norma quando sono presi in considerazione soggetti molto giovani e che sono appena entrati nella fase adolescenziale e ogni età ha presenta un quantitativo differente.

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BNP alto, basso e valori normali

Con peptide natriuretico di tipo B o BNP si intende quella sostanza il cui compito principale è quello di reagire allo scompenso cardiaco che sopraggiunge nel momento in cui vi sono delle disfunzioni nel cuore.

BNP alto

Datala la peculiare caratteristica descritta del BNP essa viene prodotto proprio dal motore dell’organismo, nello specifico all’interno dei ventricoli. Solitamente una persona in condizioni fisiche perfette non dovrebbe avere meno di 100 pg/ml di BNP nel sangue, al di sotto o al di sopra di tale valore, i rischi di insufficienza cardiaca aumentano.

Una percentuale anomala di BNP non indica complicazioni e rischi al corretto funzionamento del cuore ma può anche rilevare problemi ai polmoni. Tra le varie patologie dovute all’aumento eccessivo di questa sostanza vanno ricordate l’infarto, le disfunzioni renali, cirrosi, ipertrofia ai ventricoli e molteplici disfunzioni polmonari mentre un basso quantitativo di BNP può essere dovuto dall’obesità, da una costrizione pericardica o dall’insorgere di un’edema polmonare recidivante.

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Anticorpi tiroidei alti, bassi e valori normali

Alcuni anticorpi vengono direttamente prodotti dalla tiroide e ce ne sono molteplici tipologie quali anti –TPO e la TRAb. Il primo va a combattere un enzima che viene detto per ossidasi tiroidea o TPO che di per sé non dovrebbe essere dannoso in quanto si occupa a favorire, in quanto ricettore, il processo di produzione degli ormoni.

Anticorpi tiroidei

Si può dire che gli anti –TPO fanno da bilancieri e se non superano i 35 IU/ml, il loro quantitativo è considerato a norma. In caso contrario, ovvero di anti- TPO insufficiente, il risultato negativo potrebbe segnalare la presenza di una qualche patologia autoimmune (LES – lupus erimatoso sistemico o anemia emolitica solo per citarne alcuni). La stessa cosa vale anche se tali anticorpi superano i 35 IU/ml segnalando formazioni tumorali concentrate nella tiroide e nel colon, l’anemia perniciosa o il diabete.

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Cloro alto, basso e valori normali

Tra le varie sostanze presenti nel liquido ematico vi è anche il cloro e entra in circolo nell’organismo attraverso il comune sale da cucina e determinati cibi. Come per tutte le sostanze che vengono coinvolte nei processi chimici e biologici che avvengono all’interno dell’organismo, anche il cloro ha un suo quantitativo standard che si aggira attorno ai 96/106 mEq.

Cloro alto, basso e valori normali

In questa percentuale, il cloro non è dannoso, aiuta altri elettroliti a mantenere in equilibrio il livello di acidità delle cellule ed è uno dei componenti utilizzato dall’apparato digerente per produrre i liquidi necessari per assorbire le sostanze nutritive ed eliminare quelle considerate nocive.

In condizioni anomale, un eccesso di cloro nel sistema circolatorio viene denominato ipercloremia mentre se il quantitativo presente risulta al di sotto della media, si ha l’ipocloremia. In entrambi i casi, questa alterazione determina l’insorgere di diverse malattie.

Con l’ipocloremia si rischia dissenteria, enfisemi, disfunzioni renali, infezioni , iponatriemia e disfunzioni legate al metabolismo. Più o meno le stesse cose avvengono in caso di ipercloremia con l’aggiunta che al malessere e alle disfunzioni renali si uniscono problemi all’apparato respiratorio, anemie e avvelenamento da salicilati.

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ANA (anticorpi antinucleo) alti, bassi e valori normali

Gli anticorpi in generale sono uno degli elementi che compongono la difesa attuata dal sistema immunitario al sopraggiungere di un’infezione dell’organismo e ne esistono varie tipologie. Un tipo specifico è l’ANA ovvero gli anticorpi antinucleo che è una proteina che tende ad aggredire i tessuti, infetti o meno non fa differenza. Quando si calcola l’esatto quantitativo di ANA quindi, si cerca di diagnosticare delle patologie specifiche e autoimmuni come il lupus erimatoso sistemico, altrimenti detto LES.

ANA (anticorpi antinucleo)

Solitamente il risultato finale sugli anticorpi antinucleo risulta negativo quando non supera l’1.0 IU mentre, in caso contrario, risulta positivo con diversi livelli di gravità. È bene ricordare però che l’ANA positivo non sancisce definitivamente una patologia o un malfunzionamento dei processi che regolano l’organismo, esso infatti può essere considerato normale se si riscontra in pazienti, soprattutto nei soggetti femminili, che hanno superato i 60 anni di età.

Tuttavia, se il paziente non presenta alcuna attenuante anagrafica, allora la positività degli anticorpi antinucleo potrebbe indicare l’insorgere di malattia che vanno a ledere le funzionalità del fegato e dei tessuti connettivi e, in certi casi, tale anomalia dell’organismo potrebbe anche essere causata dalla somministrazione di determinati medicinali.

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Emogasanalisi: valori normali ed interpretazione

L’emogas, per intero denominato emogasanalisi, non è un unico esame ma una somma di analisi di laboratorio eseguito su un campione di sangue arterioso. In particolare, si tengono in considerazione i valori effettivi di ossigeno e anidride carbonica presenti all’interno dell’organismo per determinare lo stato di salute dell’apparato respiratorio, del metabolismo e delle funzioni che competono i reni.

Terza Lezione emogasanalisi

A ogni apparato corrisponde una funzione precisa importante per mantenere in salute l’intero organismo e ciò avviene anche in base all’acidità e all’alcalinità del liquido ematico. Fattori che vengono a loro volta determinata dalla presenza di ossigeno e anidrite carbonica che, insieme, formano il PH totale del sangue.

Se anche solo uno delle parti esaminate all’interno dell’emogas risulta al di sotto o al di sopra dei livelli considerati a norma ciò può essere dovuto o all’abitudine della persona a fumare (e quindi a non respirare sufficiente ossigeno) oppure i reni non sono in perfetta salute e l’anidride carbonica non viene eliminata secondo i tempi previsti.

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Anticorpi anti-transglutaminasi alti, bassi e valori normali

Citati per quanto riguarda l’analisi degli anticorpi anti – gliadina, l’IgA l’IgG sono importanti anche per valutare gli anti – transglutaminasi che si occupano di moderare la produzione degli enzimi detti transagluminasi. Tali sostanze sono anch’essi responsabili dell’insorgere della celiachia che, come è stato accennato, è una patologia autoimmune che va a contrastare in modo anomalo e deleterio per l’organismo il glutine.

Anticorpi anti-transglutaminasi alti

Gli anti – transglutaminasi sono importanti per diagnosticare senza ombra di dubbio che le reazioni negative dell’organismo con conseguenti malesseri per chi ne è affetto, la celiachia o la dermatite erpetiforme (un’irritazione dell’epidermide dovuta alla prima patologia segnalata). In seguito, una volta stabiliti gli effettivi livelli di anti – transglutaminasi circolanti nell’organismo si passerà poi con una biopsia intestinale per ottenere una conferma definitiva del risultato finale o per escludere la possibilità che il soggetto in esame possa in futuro soffrire di celiachia.

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Anticorpi anti-gliadina alti, bassi e valori normali

Tra gli anticorpi è da annoverare anche l’anti – gliadina che va a tenere sotto controllo la gliadina, una proteina che compone il glutine. L’analisi dell’anti – gliadina interessa soprattutto chi risulta celiaco e non può quindi assumere alimenti quali frumento, orzo, farro, segale, avena e suoi derivati.

Anticorpi anti-gliadina

Un celiaco presenta un comportamento anomalo di due tipi specifici di anticorpi anti – gliadina che sono l’IgA (immunoglobulina A) presente soprattutto nell’intestino tenue e IgG (immunoglobulina G) che non si concentra in un’area dell’organismo in particolare ma che possono rilevare patologie autoimmuni differenti dalla celiachia. In entrambi i casi, l’anomalia sia considera positiva se gli anticorpi anti – gliadina superano i 30.0 U. Malgrado l’esito positivo questo non vuol dire che il soggetto presenti sintomi di malessere, anzi, anche con una concentrazione anomala di anticorpi anti – gliadina esso può essere considerato un individuo perfettamente in salute.

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Alfafetoproteina alta, bassa e valori normali

Con alfa – feto proteina (AFP) si intende quella sostanza prodotta solo ed esclusivamente dal fegato del futuro nascituro e, al momento della nascita, la loro concentrazione aumenta notevolmente per poi abbassarsi in tempi molto brevi. Quando si tratta con donne non in gravidanza e degli adulti in generale, l’alfa – feto proteina non dovrebbe superare i 6.0 ng/ml.

Alfafetoproteina alta

L’aumento anomalo dell’AFP potrebbe diagnosticare complicazioni per la salute del feto o mentre per i soggetti adulti si potrebbe avere a che fare con patologie gravi come tumori negli organi riproduttivi o disfunzioni del fegato (carcinoma epatocellulare, epatoblastoma, epatite, cirrosi). Nello specifico, ci possono essere diverse tipologie di alfa – feto proteina ed è per questo motivo che solitamente la verifica delle stesse viene nominata alfa – feto proteina totale, per non escludere nessuna incognita medica e per monitorare la reazione dell’organismo alle cure, qualora sia stata diagnosticata una delle patologie sopra elencate.

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