Epatite B: test, marker ed esami

L’HBV è il virus dell’epatite B che va ad intaccare direttamente il DNA e la normale produzione, da parte del fegato di bilirubina e di enzimi epatici. Per determinare il livello di diffusione dell’infezione causata dalla patologia contratta, si analizza l’HBV attraverso dei marcatori sierologici (HBsAg, anti-HBs, IgM anti HBc, anti HBc totali, HBeAG, anti – Hbe e HBV DNA) . I test, a riguardo, possono essere molteplici.

Epatite B

Con il primo marcatore, l’HBsAG si analizza la proteina posta nella parte esterna dell’HBV. Dato che è in grado di rilevare l’infezione ancora prima della comparsa dei segni rivelatori, il test con questo marcatore è uno dei metodi principali per la diagnosi. Si presenta dopo circa un mese aver contratto il virus.

Con l’anti HBs, si ha a che fare con un anticorpo, anch’esso presente sulla superficie del virus e serve per capire se la cura adottata è efficace e se il soggetto in esame ha sviluppato una difesa immunitaria attiva o passiva. Un altro anticorpo e marcatore, è l’IgM anti – HBC e il suo quantitativo rivela se vi è o meno un’infezione in atto o se è già stata contratta in passato. Stesso compito spetta anche agli anti – HBC totali che, peraltro, rimangono funzionanti per sempre.

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Omocisteina alta, bassa e valori normali

L’omocisteina è un amminoacido presente nel liquido ematico e importante per il sostentamento dell’organismo. Quando però supera la percentuale considerata accettabile esso è uno dei fattori scatenanti dell’insorgere di complicazioni cardiache.

Omocisteina

Nello specifico, l’omocisteina in eccesso favorisce l’infiammazione delle arterie danneggiandone i vasi sanguigni e andando ad agire anche sulla normale coagulazione del sangue. Inoltre può segnalare la predisposizione del soggetto in esame di contrarre patologie molto ostiche e deleterie per il benessere fisico. Collegate all’aumento dell’omocisteina possono essere malattie come l’osteoperosi, il glaucoma e la miopia oltre che scatenare convulsioni e il distacco della retina.

Pur non essendo comune e per questo poco conosciuta, l’aumento di tale sostanza potrebbe segnalare anche l’omocistinuria, una malattia genetica che altera le normali funzioni svolte durante la fase di metabolizzazione delle sostanze nutritive e incide anche sulle fasi di sviluppo. In questo caso, l’omocisteina non solo è presente nel sangue ma anche nelle urine.

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RDW alto, basso e valori normali

Con RDW si intende l’ampiezza di distribuzione eritrocitaria e, in questo caso, ci si concentra principalmente sulle varianti riscontrate nel volume dei globuli rossi. I risultati dell’RDW sono presenti in un comune emocromo ma, nello specifico, serve per monitorare l’anisocitosi che a sua volta cerca di capire il motivo per cui gli eritrociti appena prodotti, in confronto a quelli in fase di dissolvimento, presentano dimensioni maggiori rispetto alla norma.

RDW alto, basso e valori normali

Sostanzialmente l’RDW è una stima importante per individuare una tipologia specifica di anemia che viene individuata quando viene associata all’MCV (volume corpuscolare medio). Nello specifico, un RDW normale e un MCV alto indica un’anemia dovuta ad una patologia cronica o a un’anomalia sulla presenza effettiva di ferro o, ancora, si ha a che fare con un’anemia aplastica e con complicazioni dovute alle sedute di chemioterapia e alla mancanza di folati e vitamina B12.

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TAS (o ASLO) nel sangue: valori alti e bassi

Il TAS o per gli anglosassoni ASLO si identifica l’antistreptolina. L’antistreptolina o TAS è presente nel liquido ematico in determinate percentuali ed è importante in quanto contrasta una proteina prodotta principalmente dagli streptococchi, la streptolisina appunto.

TAS (o ASLO) nel sangue

Si può dire, in parole povere, che il TAS è un anticorpo specifico che entra in funzione nel momento in cui il batterio dello streptococco ha favorito il diffondersi dell’infezione nell’organismo. Solitamente ciò avviene e tra i 7 e i 21 giorni successivi all’incubazione. Una volta contrastata l’infezione, il livello di TAS dovrebbe scendere gradualmente e scomparire lungo l’anno successivo. I primi sintomi del batterio dello streptococco beta emolitico di gruppo A sono mal di gola, febbre, spossatezza, tachicardia, difficoltà respiratorie e presenza di sangue nelle urine le quali, in questo preciso stato di malessere, sono alquanto scarse.

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Anticorpi tiroidei alti, bassi e valori normali

Sempre nella tiroide si concentra un’altra classe di anticorpi e servono per correggere gli errori compiuti dal sistema immunitario. Per questo motivo vengono detti autoanticorpi e si dividono in anti –tireoperossidasi (TPO) anti – tireoglobulina (TgAb) e in immunoglobuline stimolanti (TSI) e inibenti il TSH (TBII).

Anticorpi tiroidei alti

Tutte e quattro le tipologie si possono rilevare sia nel sangue sia nelle urine in percentuali differenti. È importante ribadire che cos’è la tiroide. Si tratta di una ghiandola posta tra la gola e la trachea e la sua funzione primaria è quella di regolare il metabolismo ovvero di quell’insieme di processi che permettono l’assorbimento dell’energia necessaria al benessere fisico e proveniente dagli alimenti che vengono elaborati dall’apparato digerente.

Per svolgere questo compito la tiroide produce molteplici sostanze con compiti specifici. Il TSH è un ormone che si occupa di distribuire equamente gli altri ormoni tiroidei circolanti nel sangue e nelle urine. Coordinamento che potrebbe essere impedito da un anomalo aumento degli anticorpi associati che segnalano patologie quali l’ipotiroidismo, l’ipertiroidismo, il morbo di Graves e la tiroidite di Hashimoto.

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Calcemia: Calcio alto, basso e valori normali

Il calcio si concentra soprattutto nelle ossa e, in generale, circola liberamente o ionizzato nel liquido ematico. Nella maggioranza dei casi è possibile rilevarlo anche in associazione ad altre sostanze, in particolar modo alle proteine. Tale elemento è poi fondamentale per l’organismo in quanto determina il funzionamento dell’apparato muscolare (contrazioni del cuore) del sistema nervoso, contribuisce nel mantenere stabile lo stato di salute di ossa regolando l’apporto dei sali minerali e gioca un ruolo non secondario anche nei processi di coagulazione del sangue.

Calcemia

Quando si calcola il quantitativo di calcio nel sangue si parla di calcemia i cui fattori di stabilizzazione sono dovuti dallo stile alimentare, dalla capacità dell’intestino di assorbirlo assieme alla vitamina D e dalle altre sostanze che regolano i processi biologico dell’organismo quali fosfati e alcune tipologie di ormoni (PTH, calcitonina, estrogeni).

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Linfociti alti, bassi e valori normali

Altri attori importanti per il sistema immunitario sono i linfociti che, in base alle aree dell’organismo in cui si concentrano, fanno parte di due grandi famiglie. I linfociti di tipo B sostano nel midollo osseo mentre quelli di tipo T hanno sede nel timo ed entrano in gioco anch’essi in caso di infezione in atto.

Linfociti alti

Quando i linfociti sono inferiori agli standard (1,5 – 3,5 x 109/l) si parla di linfocitopenia (o linfopenia) tipica nelle persone contagiate dal virus dell’HIV o con varie complicazioni e disfunzioni associate a cuore e reni mentre con la linfocitosi si ha un quantitativo in eccesso di linfociti che determina il sorgere di patologie infettive quali il citomegalovirus, la leucemia e la toxoplasmosi. È da aggiungere inoltre che la conta dei linfociti varia non solo da persona a persona ma anche in base all’età, soprattutto quando si deve eseguire un controllo della loro presenza nei bambini.

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Neutrofili alti, bassi e valori normali

Il quantitativo di neutrofili nel liquido ematico equivale a 2–7 x 109/l sono anch’essi parte integrante del sistema immunitario composto da leucociti (meglio noti come globuli bianchi). Tuttavia tale rapporto potrebbe variare in base all’etnia di appartenenza.

Neutrofili alti

Nello specifico, i neutrofili si occupano di contrastare le infezioni causate da batteri e funghi e, non avendo alcun tipo di colorazione distintiva sono considerati, appunto, neutri. Rispetto alle varie cellule che compongono le difese totali dell’organismo, i neutrofili sono presenti in quantitativi maggiori e vengono rilasciati dal midollo osseo in tempi molto brevi poiché la loro aspettativa di vita è molto bassa, non supera le 10 ore se sono liberamente circolanti nel liquido ematico e permangono per pochi giorni se si concentrano soprattutto nei tessuti lesionati o attaccati dagli agenti infettivi.

Tecnica di difesa principale dei neutrofili é la fagocitosi ovvero questa tipologia di globuli bianchi non fa altro che nutrirsi dei batteri considerati nocivi e “digerirli” per poi eliminarli definitivamente. Va ricordato che seppure i neutrofili rappresentano la maggioranza degli elementi che compongono il sistema immunitario, non hanno un quantitativo esatto e varia da persona a persona.

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Monociti alti, bassi e valori normali

Come è già stato più volte specificato, il liquido ematico è composto da molteplici sostanze ed elementi interdipendenti fra loro. Tra questi, i monociti, detti anche globuli bianchi, fanno parte in una percentuale molto ridotta (massimo 8%) dei leucociti totali. Questo significa che i monociti sono a tutti gli effetti parte integrante del sistema immunitario dell’organismo e agiscono soprattutto nelle aree infettate, inglobando e”digerendo” i batteri nocivi e provvedendo anche a contribuire nella sistemazione dei tessuti danneggiati.

Monociti alti

In generale, la presenza di monociti è molto ridotta ma dati i loro compiti, essi sono in grado di riprodursi molto velocemente in caso di infezione e stati di malessere dell’organismo per poi tornare nella soglia standard una volta stabilito l’ordine. Tuttavia, se l’aumento dei monociti non rientra nei parametri secondo i tempi previsti e permane nel tempo allora ciò potrebbe segnalare patologie gravi che vanno a ledere il midollo osseo e la comparsa di un qualche tipo di leucemia. Tra le varie malattie determinate da un aumento anomalo dei monociti vanno ricordate la brucellosi, la colite ulcerosa, l’endocardite, il linfoma di Hodgkin e la tubercolosi. Anche un quantitativo insufficiente di monociti, monocitopenia, può segnalare l’insorgere di una qualche malattia che può essere causata da un’infezione particolarmente acuta o da uno stile di vita troppo stressante.

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Citomegalovirus (CMV): IgG ed IgM

I citomegalovirus o, semplicemente, CMV sono dei virus che causano infezioni asintomatiche e si annida all’interno del midollo osseo e di solito risulta inattivo. Il fatto che il CMV sia molto diffuso e tendenzialmente inattivo non vuol dire che non causa dell’inasprimento di stati di malessere già diagnosticati.

Cytomegalovirus

I citomegalovirus possono riattivarsi durante la fase di gestazione, mettendola a rischio o portare un’involuzione negativa e pericolosa negli organismi che hanno subito un trapianto o sono infettati da altre patologie gravi come l’HIV. Quando si analizza l’attività dei CMV, i medici si concentrano su due tipi di anticorpi precisi come l’IgM (entrano in gioco nel momento stesso in cui qualcosa “risveglia” il virus) e l’IgG ( compaiono successivamente e rimangono all’interno dell’organismo per sempre).

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