L’uricemia è il nome con la quale si identifica la presenza di acido urico nel liquido ematico. L’acido urico è il risultato della rielaborazione da parte dell’organismo degli aminoacidi e delle purine. Le seconde possono essere prodotte autonomamente dal fegato oppure estrapolate da cibi a base di crostacei o organi animali.

Più di metà dell’acido urico svanisce nelle urine e il resto viene prodotto dal tratto gastrointestinale che a sua volta provvederà a espellerlo dall’organismo. Quando questo processo subisce una battuta d’arresto o viene in un qualche modo compromesso allora l’acido urico potrebbe diffondersi, in percentuale maggiore, nel sangue e, a sua volta, può causare diverse patologie come la gotta, insufficienza renale, avvelenamento da piombo, ipotiroidismo, mononucleosi, malnutrizione, uremia e calcoli.
Un’alta concentrazione di acido urico nel sangue viene nominata iperuricemia e il medico potrebbe prenderne visione anche se il soggetto non presenta alcun sintomo al riguardo (è da aggiungere però che esiste anche l’iperuricemia asintomatica ma solitamente non è soggetta a terapie particolari). Questo perché l’uricemia viene rilevata anche quando il liquido ematico viene sottoposto a un esame standard.








